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	<title>AI Archivi - Osservatorio C Quadra</title>
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	<description>Osservatorio Innovazione</description>
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	<title>AI Archivi - Osservatorio C Quadra</title>
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		<title>In Brianza, la Vertical Farm più Hi-Tech al Mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 08:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INNOVAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/jeremy-bezanger-Lj0jCm3iBmU-unsplash.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/jeremy-bezanger-Lj0jCm3iBmU-unsplash.jpg 1920w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/jeremy-bezanger-Lj0jCm3iBmU-unsplash-300x200.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/jeremy-bezanger-Lj0jCm3iBmU-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/jeremy-bezanger-Lj0jCm3iBmU-unsplash-768x512.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/jeremy-bezanger-Lj0jCm3iBmU-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/jeremy-bezanger-Lj0jCm3iBmU-unsplash-150x100.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/jeremy-bezanger-Lj0jCm3iBmU-unsplash-696x464.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/jeremy-bezanger-Lj0jCm3iBmU-unsplash-1392x928.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/jeremy-bezanger-Lj0jCm3iBmU-unsplash-1068x712.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbiamo parlato in più occasioni, qui su Osservatorio Innovazione, del connubio tra agricoltura e innovazione, ma oggi una menzione d’onore va fatta alla più grande azienda agricola verticale in Europa, situata nella vicinissima Cavenago di Brianza. È possibile che abbiate già comprato dell&#8217;insalata &#8211; o del basilico &#8211; a marchio &#8220;Planet Farms&#8221; presso la grande distribuzione: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/in-brianza-la-vertical-farm-piu-hi-tech-al-mondo/">In Brianza, la Vertical Farm più Hi-Tech al Mondo</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo parlato in più occasioni, qui su Osservatorio Innovazione, del <b>connubio tra agricoltura e innovazione</b>, ma oggi una menzione d’onore va fatta alla <strong>più grande azienda agricola verticale in Europa, situata nella vicinissima Cavenago di Brianza</strong>.</p>
<p>È possibile che abbiate già comprato dell&#8217;insalata &#8211; o del basilico &#8211; a <b>marchio &#8220;<a href="https://www.planetfarms.ag/it">Planet Farms</a>&#8221; </b>presso la grande distribuzione: <b>ogni giorno dal loro stabilimento vengono infatti movimentate circa 30 mila confezioni di prodotti agricoli freschissimi, ricchi di gusto e come già accennato, coltivati in verticale</b>. Vale la pena sottolineare fin da ora, che <b>dalla loro raccolta all’imbustamento, passano solo 60 secondi</b>.</p>
<p>Questo, grazie alla <b>progettazione di ambienti incontaminati dedicati ad ogni specifica varietà di ortaggio</b>. Non solo quindi un mix studiato di luce, calore e umidità ma anche una <b>maniacale attenzione nella formulazione del substrato utilizzato</b>, categoricamente privo di parassiti, microorganismi patogeni e sostanze chimiche, in un <b>ambiente micro filtrato e ventilato</b>. Anche <b>l’acqua arriva porzionata direttamente all’apparato radicale della piantina</b>, eventualmente arricchita con sali minerali.</p>
<p>Date queste premesse, si capisce il perché possa venire meno la necessità di lavare il prodotto, e di come <b>l’intero processo possa risparmiare fino al 95% dell’acqua utilizzata dalle più tradizionali metodologie di coltura</b>. È così che dal taglio al confezionamento, le tempistiche possono accorciarsi drasticamente, a vantaggio della freschezza del prodotto.</p>
<p><b>Nulla viene lasciato al caso, nemmeno la quantità di luce LED ad alta efficienza dedicata ad ogni germoglio. Questa riproduce sì il passare delle giornate come delle stagioni, ma viene modulata anche a seconda della fase di crescita della piantina</b>. Ovviamente anche la raccolta dell’ortaggio verrà effettuata nel momento più adatto, garantendo un gusto autentico, nel pieno rispetto della salute ( e dell’ambiente ).</p>
<figure id="attachment_26425" aria-describedby="caption-attachment-26425" style="width: 696px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-26425 size-large" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/Titolari-1024x678.jpeg" alt="" width="696" height="461" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/Titolari-1024x678.jpeg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/Titolari-300x199.jpeg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/Titolari-768x509.jpeg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/Titolari-150x99.jpeg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/Titolari-696x461.jpeg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/Titolari-1068x707.jpeg 1068w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/09/Titolari.jpeg 1161w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption id="caption-attachment-26425" class="wp-caption-text">Luca Travaglini e Daniele Benatoff, titolari di Planet Farms</figcaption></figure>
<p><b>Tutta la filiera è stata minuziosamente studiata da un team multinazionale</b> di agronomi, biologi, ingegneri, tecnologi, <b>guidati da <a href="https://www.linkedin.com/in/luca-travaglini-8440872?lipi=urn%3Ali%3Apage%3Ad_flagship3_profile_view_base_contact_details%3B3gowl3ubQseJkV08u4ASpw%3D%3D">Luca Travaglini</a> e <a href="https://www.linkedin.com/in/daniele-benatoff?lipi=urn%3Ali%3Apage%3Ad_flagship3_profile_view_base_contact_details%3BTr2zqW3BTaapYKiN0XCM0Q%3D%3D">Daniele Benatoff</a></b>, titolari di Planet Farms. Loro, la visione inseguita nel <b>voler restituire valore alla biodiversità, sviluppando un business &#8220;sostenibile quanto entusiasmante&#8221;</b>.</p>
<blockquote class="td_pull_quote td_pull_center"><p><i>Solo considerando l’innovazione come un mezzo per ottenere qualcosa di più grande, possiamo davvero fare succedere le cose ed essere parte del cambiamento&#8230;</i></p></blockquote>
<p>Hanno lavorato per costruire la filiera verticale più tecnologicamente avanzata esistente, spinti dalla ricerca di un<b> prodotto genuino e dal sapore autentico</b>, coltivato però con il<b> massimo rispetto per il Futuro</b>. A parità di superficie,<strong> lo stabilimento produce 100 volte di più</strong>, vicino al consumatore finale, <strong>ottimizzando il consumo di acqua e abbattendo la problematica dello sfruttamento del suolo.</strong></p>
<p><strong>Il risultato è un prodotto sostenibile, sempre fresco, tracciato e garantito: </strong>tutto il ciclo produttivo è infatti<strong> controllato dall’occhio vigile di Gaia VF, un sofisticato sistema di intelligenza artificiale</strong>, che fa della trasparenza la sua forza.</p>
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		<title>Ageing@Work, un Progetto Horizon 2020 per l&#8217;invecchiamento attivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2022 08:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INNOVAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2016" height="1134" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG-20220408-WA0003.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG-20220408-WA0003.jpg 2016w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG-20220408-WA0003-300x169.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG-20220408-WA0003-1024x576.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG-20220408-WA0003-768x432.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG-20220408-WA0003-1536x864.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG-20220408-WA0003-150x84.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG-20220408-WA0003-696x392.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG-20220408-WA0003-1392x783.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG-20220408-WA0003-1068x601.jpg 1068w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2022/04/IMG-20220408-WA0003-1920x1080.jpg 1920w" sizes="(max-width: 2016px) 100vw, 2016px" /></p>
<p>Invecchiare è inevitabile, come lo sono tutti quei piccoli cambiamenti che accompagnano l’uomo nello scorrere degli anni. Una minore prestanza fisica, qualche disturbo muscolare di troppo, un nuovo assetto privato – o lavorativo – che potrebbe sfociare in un mutamento psicologico o sociale: tanti sono i fattori che potenzialmente possono ostacolare un &#8220;invecchiamento attivo&#8221;. Nel 2002, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/ageingwork-un-progetto-horizon-2020-per-linvecchiamento-attivo/">Ageing@Work, un Progetto Horizon 2020 per l&#8217;invecchiamento attivo</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Invecchiare è inevitabile, come lo sono tutti quei piccoli cambiamenti che accompagnano l’uomo nello scorrere degli anni. Una minore prestanza fisica, qualche disturbo muscolare di troppo, un nuovo assetto privato – o lavorativo – che potrebbe sfociare in un mutamento psicologico o sociale:<span class="apple-converted-space"> </span><b>tanti sono i fattori che potenzialmente possono ostacolare un &#8220;invecchiamento attivo&#8221;</b>. Nel 2002, fu l’<b>Organizzazione Mondiale della Sanità</b>, a dare una definizione precisa di questo termine, descrivendolo come<span class="apple-converted-space"> </span><b>&#8220;il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano&#8221;</b>.</p>
</div>
<div>
<p>A distanza di dieci anni, sempre<span class="apple-converted-space"> </span><b>l’OMS racconta come, in Europa, il 30% dei lavoratori over 50 necessiti di adeguamenti urgenti sul posto di lavoro per scongiurare i rischi di pensionamento anticipato e invalidità lavorativa</b>. Non solo problematiche nate da disturbi muscolo-scheletrici e difficoltà motorie, ma sempre più peso hanno tutte quelle variabili che possono intaccare il benessere mentale di un uomo o di una donna. Non a caso,<span class="apple-converted-space"> </span><b>la depressione è attualmente una delle cause più comuni per la quale viene riconosciuto questo tipo di invalidità</b>.</p>
</div>
<div>
<p>Non solo:<span class="apple-converted-space"> </span><b>gli europei invecchiano, il cambio generazionale diviene sempre più lento, e si stima che nel 2030 il 30% della forza lavoro sarà composto da lavoratori di età compresa fra i 55 e i 64 anni</b>. Uno spaccato chiaro, che fa emergere l’<b>importanza sociale di un invecchiamento guidato, sano, orientato anche ad una maggiore produttività</b>.</p>
</div>
<div>
<p>É esattamente in questo contesto che ha preso forma il<span class="apple-converted-space"> </span><a href="https://ageingatwork-project.eu/">Progetto Ageing@Work</a><b>, finanziato dall’Unione Europea all’interno del programma<span class="apple-converted-space"> </span></b><a href="https://ec.europa.eu/info/research-and-innovation/funding/funding-opportunities/funding-programmes-and-open-calls/horizon-2020_it">HORIZON 2020</a>. Un percorso che ha come obiettivo lo<span class="apple-converted-space"> </span><b>sviluppo di una suite di strumenti avanzati capaci di seguire il lavoratore nella sua routine, migliorandone la produttività a lungo termine grazie ad un approccio interdisciplinare</b><span class="apple-converted-space"> </span>che spazia dall’ergonomia, alla pianificazione delle attività, alla formazione.<span class="apple-converted-space"> </span><b>Soluzioni capaci di valutare le singole specificità dell’utente, quindi personalizzate, intelligenti, adattive.</b></p>
</div>
<div>
<p>Di questo Progetto e delle sue possibili applicazioni se ne è discusso anche lo scorso 7 aprile in un<span class="apple-converted-space"> </span><b>focus group a tema organizzato dal<span class="apple-converted-space"> </span></b><a href="https://como.cdo.org/d/cdoEurope/cosafacciamo?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=cdo20news">Digital Innovation Hub – Cdo Como</a><b>, in collaborazione con<span class="apple-converted-space"> </span></b><a href="https://www.c-quadra.it/">C Quadra</a><b>, società partner impegnata in consulenza e innovazione</b>. Nel corso dell’incontro, nove imprenditori hanno sondato le<span class="apple-converted-space"> </span><b>reali difficoltà con cui si scontrano i lavoratori senior nelle piccole e medie realtà manifatturiere</b><span class="apple-converted-space"> </span>del territorio, analizzando poi quali contesti sarebbero pronti per le soluzioni proposte da Ageing@Work ma anche<span class="apple-converted-space"> </span><b>ipotizzando quali frizioni potrebbero sorgere tra il target di riferimento e gli strumenti tecnologici proposti</b>. Tra i presenti,<span class="apple-converted-space"> </span><strong>a condurre l’incontro, </strong><a href="https://www.linkedin.com/in/fmercalli">Franco Mercalli</a><span class="apple-converted-space"><b> </b></span><strong>di <a href="https://www.multimedengineers.com/site/">MultiMed Engineers</a>, referente di Progetto</strong>.</p>
</div>

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<p>Nello specifico, in supporto alla salute fisica e mentale dei lavoratori over, questi<span class="apple-converted-space"> </span><b>strumenti di miglioramento della produttività saranno basati su tecnologie avanzate di intelligenza artificiale, AR, VR e assistenza virtuale, con particolare enfasi sulla gestione flessibile del lavoro</b>, tematica oggi più che mai attuale dati anche i nuovi approcci aziendali nati durante la pandemia.</p>
</div>
<div>
<p>Questa suite sarà dunque comprensiva di uno<span class="apple-converted-space"> </span><b>strumento basato su AR e VR per aiutare il collaboratore più anziano nella collaborazione a distanza</b>, uno<span class="apple-converted-space"> </span><b>strumento di formazione permanente</b><span class="apple-converted-space"> </span>basato sulle medesime tecnologie allo scopo di<span class="apple-converted-space"> </span><b>facilitare l’apprendimento di nuovi compiti e processi,<span class="apple-converted-space"> </span></b>altri strumenti pensati per<span class="apple-converted-space"> </span><b>condividere conoscenze ed esperienza tra risorse più giovani, lavoratori senior e viceversa</b>. Non meno importante,<span class="apple-converted-space"> </span><b>Ageing@Work introdurrà un ambiente virtuale coach, sotto forma di agente conversazionale, che guiderà e supporterà l’utente nel lavoro quanto nella sfera più privata</b>, dando così un supporto continuativo, garantendo massima discrezione.</p>
</div>
<p>Due i siti pilota che venderanno questi strumenti protagonisti: in Germania, sarà SIEMENS nei suoi stabilimenti a testare queste soluzioni, mentre in Spagna si cambierà contesto e si andrà in aziende ANEFA dedicate all’estrazione di aggregati silicei e calcarei.</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/ageingwork-un-progetto-horizon-2020-per-linvecchiamento-attivo/">Ageing@Work, un Progetto Horizon 2020 per l&#8217;invecchiamento attivo</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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		<title>Reti neurali ed ambiziosi obiettivi di traduzione geroglifica</title>
		<link>https://osservatorio.c-quadra.it/reti-neurali-ed-ambiziosi-obiettivi-di-traduzione-geroglifica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INNOVAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento automatico]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
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		<category><![CDATA[reti neurali convoluzionali]]></category>
		<category><![CDATA[scienze umanistiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash.jpg 1920w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-300x200.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-768x512.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-150x100.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-696x464.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-1392x928.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-1068x712.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sappiamo che le reti neurali convoluzionali, sono strumenti estremamente potenti: più volte, abbiamo descritto come il riconoscimento e l’analisi automatica di grandi set di immagini, possa raggiungere i fini più disparati. Dalla creazione di ologrammi 3D in tempo reale, alla messa a punto di speciali strumenti di diagnosi e prevenzione, l’uso delle pratiche di deep [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/reti-neurali-ed-ambiziosi-obiettivi-di-traduzione-geroglifica/">Reti neurali ed ambiziosi obiettivi di traduzione geroglifica</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash.jpg 1920w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-300x200.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-768x512.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-150x100.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-696x464.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-1392x928.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/09/jeremy-bezanger-xQigPR4-4Bc-unsplash-1068x712.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><b>Sappiamo che le </b><b>reti neurali convoluzionali</b><b>, sono strumenti estremamente potenti: più volte, abbiamo descritto come il riconoscimento e l’analisi automatica di grandi set di immagini, possa raggiungere i fini più disparati.</b> Dalla <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/sono-finalmente-arrivati-gli-ologrammi-3d-generati-in-tempo-reale/">creazione di ologrammi 3D in tempo reale</a>, alla messa a punto di speciali strumenti di diagnosi e prevenzione, l’uso delle pratiche di deep learning si sta profondamente affermando in qualsiasi ambito scientifico.</p>
<p><b>Ora, ha senso applicare le stesse metodologie di ricerca, anche alle scienze umanistiche?<span class="Apple-converted-space"> </span></b></p>
<p>A tal proposito, avevamo già scritto del <b>progetto</b><b> </b><a href="https://osservatorio.c-quadra.it/tecnologie-per-i-beni-culturali-ai-alla-scoperta-di-nuovi-siti-archeologici/"><b>Cultural Landscapes Scanner</b></a><b>, dove i ricercatori dell’IIT &#8211; </b><a href="https://www.iit.it/it/"><b>Istituto Italiano di Tecnologia </b></a><b>puntavano ad identificare &#8211; utilizzando speciali algoritmi ed immagini satellitari &#8211; nuovi siti archeologici. </b>Mentre tal intenzione presenta ancora molte criticità ed un lungo lavoro di ricerca e sviluppo, <b>oggi parliamo delle più tangibili opportunità illustrate nella pubblicazione &#8220;</b><b><a href="https://ieeexplore.ieee.org/abstract/document/9528382">A Deep Learning Approach to Ancient Egyptian Hieroglyphs Classification</a>&#8220;</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Lo studio, frutto di una <b>collaborazione tra il </b><a href="https://www.cnr.it"><b>Consiglio Nazionale delle Ricerche</b></a><b>, l’</b><a href="https://www.unifi.it"><b>Università degli Studi di Firenze</b></a><b> e il </b><a href="https://camnes.it"><b>Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies &#8211; CAMNES</b></a><b>, </b>descrive la <b>concreta prospettiva di codifica, riconoscimento e traslitterazione dei segni geroglifici grazie all’addestramento puntuale di una rete neurale. </b>Ad oggi, i ricercatori hanno testato la capacità del sistema di identificare e classificare singoli ideogrammi, ottenendo risultati estremamente promettenti, tanto da poter far sperare in una sua <b>futura capacità di traduzione automatica</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="it" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/IntelligenzaArtificiale?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#IntelligenzaArtificiale</a> per il riconoscimento automatico dei geroglifici egizi<br />Studio di <a href="https://twitter.com/hashtag/Cnr_Ifac?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Cnr_Ifac</a> <a href="https://twitter.com/UNI_FIRENZE?ref_src=twsrc%5Etfw">@UNI_FIRENZE</a> e <a href="https://twitter.com/CAMNES?ref_src=twsrc%5Etfw">@CAMNES</a> evidenzia come il <a href="https://twitter.com/hashtag/DeepLearning?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#DeepLearning</a> possa essere adoperato per classificare l’antica scrittura geroglifica egizia<br />Scopri di più al link👇<a href="https://t.co/ApTj9qo1c8">https://t.co/ApTj9qo1c8</a> <a href="https://t.co/pluNuFD2UB">pic.twitter.com/pluNuFD2UB</a></p>
<p>&mdash; CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche (@CNRsocial_) <a href="https://twitter.com/CNRsocial_/status/1438842831792189450?ref_src=twsrc%5Etfw">September 17, 2021</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Tanta multidisciplinarità ha permesso lo sviluppo di questo progetto: primo autore dello studio pubblicato è <a href="https://www.linkedin.com/in/andrea-barucci-7117a333?lipi=urn%3Ali%3Apage%3Ad_flagship3_profile_view_base_contact_details%3B4amEgy5YTTimAgqBc30dGQ%3D%3D"><b>Andrea Barucci</b></a><strong>, esperto analista di immagini biomediche con tecniche di machine e deep learning, collega della ricercatrice</strong> <a href="https://www.linkedin.com/in/costanza-cucci-87796327?lipi=urn%3Ali%3Apage%3Ad_flagship3_profile_view_base_contact_details%3BAIcmyk%2BtSsGReTpNa7yARg%3D%3D"><b>Costanza Cucci</b></a> all’<a href="http://www.ifac.cnr.it"><b>Istituto di Fisica Applicata IFAC-CNR</b></a>. Dal Centro Studi CAMNES, ha partecipato l’<strong>egittologo e filologo</strong> <a href="https://camnes.it/massimiliano-franci"><b>Massimiliano Franci</b></a>, mentre dal <a href="https://www.dinfo.unifi.it"><b>Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione </b></a><b>dell’Università di Firenze, </b><b>Marco Loschiavo </b><b>e</b><b> Fabrizio Argenti:</b></p>
<blockquote class="td_pull_quote td_pull_center"><p>Dal punto di vista ingegneristico eravamo sicuri delle potenzialità degli strumenti di analisi scelti, tuttavia questo era un banco di prova importante, essendo un tipo di applicazione completamente diverso. Abbiamo voluto esplorare un ambito di ricerca nuovo, che si è rivelato estremamente interessante e promettente.</p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/reti-neurali-ed-ambiziosi-obiettivi-di-traduzione-geroglifica/">Reti neurali ed ambiziosi obiettivi di traduzione geroglifica</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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		<title>Deep learning ed immagini: quali le applicazioni possibili?</title>
		<link>https://osservatorio.c-quadra.it/deep-learning-ed-immagini-quali-le-applicazioni-possibili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 09:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INNOVAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[animazioni]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento automatico]]></category>
		<category><![CDATA[deep learning]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[olografia tensoriale]]></category>
		<category><![CDATA[ologrammi]]></category>
		<category><![CDATA[videogame]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/delaney-van-Su8XEGdYS34-unsplash.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/delaney-van-Su8XEGdYS34-unsplash.jpg 1920w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/delaney-van-Su8XEGdYS34-unsplash-300x200.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/delaney-van-Su8XEGdYS34-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/delaney-van-Su8XEGdYS34-unsplash-768x512.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/delaney-van-Su8XEGdYS34-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/delaney-van-Su8XEGdYS34-unsplash-150x100.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/delaney-van-Su8XEGdYS34-unsplash-696x464.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/delaney-van-Su8XEGdYS34-unsplash-1392x928.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/delaney-van-Su8XEGdYS34-unsplash-1068x712.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il prossimo 22 giugno, verrà presentato alla Conference on Computer Vision and Pattern Recognition un nuovo metodo di apprendimento profondo, messo a punto da un team di ricercatori della University of Washington, dedicato all’animazione automatica di singole immagini fotografiche. La ricerca, finanziata oltre che dal UW Reality Lab, anche da Facebook, Google, Futurewai ed Amazon, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/deep-learning-ed-immagini-quali-le-applicazioni-possibili/">Deep learning ed immagini: quali le applicazioni possibili?</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 22 giugno, verrà presentato alla <a href="http://cvpr2021.thecvf.com"><b>Conference on Computer Vision and Pattern Recognition</b></a><b> un nuovo metodo di apprendimento profondo, messo a punto da un team di ricercatori della <a href="http://www.washington.edu">University of Washington</a></b><b>, dedicato all’animazione automatica di singole immagini fotografiche</b>.</p>
<p><b>La ricerca</b>, finanziata oltre che dal <a href="https://realitylab.uw.edu"><b>UW Reality Lab</b></a>, anche da Facebook, Google, Futurewai ed Amazon, <b>si era prefissata lo scopo di creare animazioni partendo da un’immagine statica ed unica, senza alcun input esterno od aggiuntivo</b>. Insomma, si voleva usare il deep learning per trasformare una foto… in un video.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Nella fase attualmente raggiunta, <b>la rete neurale addestrata riesce ad animare qualsiasi oggetto o materiale abbia un’evoluzione fluida, quindi nuvole, corsi d’acqua, colonne di fumo, cascate</b>. Il sistema opera delle previsioni in base a come si muoverebbero realmente questi elementi, grazie alle informazioni acquisite direttamente dall’immagine di partenza.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Gli scienziati hanno addestrato la rete mediante l’analisi di migliaia di video di panorami naturali</b>, così che l’algoritmo potesse apprendere come eventuali increspature prevedono l’andamento di uno scroscio d’acqua o come le forme delle nubi preannunciano un loro dissolvimento. <b>Il risultato finale è un breve video in alta definizione, che si ripete in loop, dando l’impressione di un morbido movimento infinito</b>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" td-center td-modal-image aligncenter wp-image-25568 size-full" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/Snoq-GIF.gif" alt="" width="600" height="437" /></p>
<p style="text-align: center;">📸<span style="color: #999999;"> &#8211; Sarah McQuate, University of Washington</span></p>
<p><b>I ricercatori, guidati dal dottorando</b> <b>Aleksander Hołyński</b>, come prossimo step,<b> puntano ad applicare queste animazioni alle persone</b>, generando il movimento dei capelli che fluttuano al vento, l&#8217;oscillazione di un piede o un battito di ciglia.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Sempre rimanendo nella sfera dell’apprendimento profondo, <b>avevamo già parlato nello scorso mese di Marzo degli studi del </b><a href="https://www.mit.edu"><b>Massachusetts Institute of Technology</b></a><b> riguardanti la creazione di </b><a href="https://osservatorio.c-quadra.it/sono-finalmente-arrivati-gli-ologrammi-3d-generati-in-tempo-reale/"><b>ologrammi 3D</b> <b>in tempo reale</b></a>,<b> </b>sempre addestrando la rete neurale con grandi set di informazioni.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><strong>M</strong><b>olte sono le ricerche attualmente in corso che vanno a concentrarsi sul miglioramento del fotorealisimo</b>. <a href="https://www.intel.it/content/www/it/it/homepage.html"><b>Intel</b></a>, per esempio, <b>ha recentemente mostrato quanto possa essere efficace l’azione del machine learning su immagini digitali, prendendo in prestito le grafiche del famosissimo videogame <a href="https://www.rockstargames.com/V/it">Grand Theft Auto V</a></b>. Sfruttando una rete neurale convoluzionale ispirata a processi biologici visivi ed utilizzando un grande database di immagini ad alta risoluzione di una cittadina tedesca, <b>la rete è riuscita a sostituire in tempo reale i vari elementi scenici con quelli realistici</b>, ottenendo un risultato sorprendente.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<div class="youtube-embed" data-video_id="P1IcaBn3ej0"><iframe loading="lazy" title="Enhancing Photorealism Enhancement" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/P1IcaBn3ej0?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/deep-learning-ed-immagini-quali-le-applicazioni-possibili/">Deep learning ed immagini: quali le applicazioni possibili?</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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		<title>Tecnologie per i beni culturali: AI alla scoperta di nuovi siti archeologici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2021 07:35:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INNOVAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[algoritmi]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[immagini satellitari]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/fabio-fistarol-t6BTXRe5BRc-unsplash.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/fabio-fistarol-t6BTXRe5BRc-unsplash.jpg 1920w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/fabio-fistarol-t6BTXRe5BRc-unsplash-300x200.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/fabio-fistarol-t6BTXRe5BRc-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/fabio-fistarol-t6BTXRe5BRc-unsplash-768x512.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/fabio-fistarol-t6BTXRe5BRc-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/fabio-fistarol-t6BTXRe5BRc-unsplash-150x100.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/fabio-fistarol-t6BTXRe5BRc-unsplash-696x464.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/fabio-fistarol-t6BTXRe5BRc-unsplash-1392x928.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/fabio-fistarol-t6BTXRe5BRc-unsplash-1068x712.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In diverse occasioni, qui su Osservatorio Innovazione, abbiamo raccontato di progetti di ricerca basati su machine learning ed addestramenti di reti neurali profonde. Passando dalla prevenzione medica, all’ottimizzazione di ologrammi, questi studi partivano sempre da specifici set di big data, i quali permettevano all’intelligenza artificiale di imparare e far esperienza. Il progetto del quale parleremo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/tecnologie-per-i-beni-culturali-ai-alla-scoperta-di-nuovi-siti-archeologici/">Tecnologie per i beni culturali: AI alla scoperta di nuovi siti archeologici</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In diverse occasioni, qui su Osservatorio Innovazione, abbiamo raccontato di progetti di ricerca basati su machine learning ed addestramenti di reti neurali profonde</strong>. <strong><a href="https://osservatorio.c-quadra.it/artificial-intelligence-per-lo-screening-cutaneo/">Passando dalla prevenzione medica</a>, <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/sono-finalmente-arrivati-gli-ologrammi-3d-generati-in-tempo-reale/">all’ottimizzazione di ologrammi</a>, questi studi partivano sempre da specifici set di big data</strong>, i quali permettevano all’intelligenza artificiale di imparare e far esperienza.</p>
<p>Il progetto del quale parleremo oggi, non avrà invece le stesse basi di partenza.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><strong>L’<a href="https://www.iit.it/it/">Istituto Italiano di Tecnologia</a> e l’<a href="http://www.esa.int/Space_in_Member_States/Italy">Agenzia spaziale Europea</a>, collaboreranno per due anni al fine di identificare, utilizzando le immagini satellitari, siti archeologici non ancora portati alla luce.</strong> <a href="https://ccht.iit.it/grants/cls"><strong>Cultural Landscapes Scanner</strong></a> &#8211; questo il nome del progetto, <strong>partirà con pochissimo materiale fruibile e con l’ambizioso obiettivo della fotointerpretazione automatica</strong>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Non essendoci dunque un database di immagini archeologiche adeguate, <strong>il team di ricerca, guidato da <a href="https://www.iit.it/it/people-details/-/people/arianna-traviglia">Arianna Traviglia</a>, dovrà sviluppare un’intelligenza artificiale basata su particolari algoritmi, in grado di analizzare immagini satellitari multispettrali</strong>, e da queste, individuare piccole alterazioni della vegetazione che possano indicare la presenza di resti nel sottosuolo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-25305" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/2021-03-06-00_00_2021-03-06-23_59_Sentinel-2_L2A_Moisture_index.jpg" alt="" width="1920" height="880" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/2021-03-06-00_00_2021-03-06-23_59_Sentinel-2_L2A_Moisture_index.jpg 1920w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/2021-03-06-00_00_2021-03-06-23_59_Sentinel-2_L2A_Moisture_index-300x138.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/2021-03-06-00_00_2021-03-06-23_59_Sentinel-2_L2A_Moisture_index-1024x469.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/2021-03-06-00_00_2021-03-06-23_59_Sentinel-2_L2A_Moisture_index-768x352.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/2021-03-06-00_00_2021-03-06-23_59_Sentinel-2_L2A_Moisture_index-1536x704.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/2021-03-06-00_00_2021-03-06-23_59_Sentinel-2_L2A_Moisture_index-150x69.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/2021-03-06-00_00_2021-03-06-23_59_Sentinel-2_L2A_Moisture_index-696x319.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/2021-03-06-00_00_2021-03-06-23_59_Sentinel-2_L2A_Moisture_index-1392x638.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/2021-03-06-00_00_2021-03-06-23_59_Sentinel-2_L2A_Moisture_index-1068x490.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La biomassa vegetale, con immagini in “verocolore” non mostra alcuna traccia di ciò che potrebbe nascondersi nel sottosuolo, ma <strong>un telerivelamento con spettro infrarosso, potrebbe individuare strutture solide interrate, quali edifici dei Romani, tracce di colonie della Magna Grecia o anche antiche costruzioni Etrusche.</strong> Tutto nascosto, ma individuabile attraverso firme spettrali rivelate grazie alla biomassa vegetale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<blockquote class="td_pull_quote td_pull_center"><p>Cerchiamo tracce invisibili all’occhio umano, che mostrino la presenza di stratigrafia archeologica. […] La cosa importante non è tanto scavare qualsiasi cosa ci sia sotto, quanto sapere che c’è: magari per progettare diversamente il passaggio di un’autostrada, oppure organizzare investimenti per proteggere l’area</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">Arianna Traviglia,<br />
Researcher and Coordinator of IIT Centre for Cultural Heritage Technology (CCHT)</span></p>
</blockquote>
<p><strong>Queste informazioni potrebbero dunque avere usi e scopi diversi</strong>, dall&#8217;identificazione di scavi non autorizzati a diverse applicazioni di archeologia preventiva. <strong>Non solo informatica quindi, ma anche storia, archeologia e geologia… </strong><span class="Apple-converted-space"><strong>Un progetto estremamente complesso che finora nessuno è riuscito a realizzare</strong>, che &#8220;verrà affrontato con interdisciplinarità e fantasia&#8221;. </span></p>
<p><strong>Questo progetto </strong>(si ipotizza) potrà portare ad<strong> un possibile servizio anche per la piattaforma <a href="https://www.copernicus.eu/en">Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell&#8217;Unione Europea</a></strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/tecnologie-per-i-beni-culturali-ai-alla-scoperta-di-nuovi-siti-archeologici/">Tecnologie per i beni culturali: AI alla scoperta di nuovi siti archeologici</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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		<title>Artificial Intelligence per lo screening cutaneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 08:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HEALTH & SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi mediche]]></category>
		<category><![CDATA[healthcare]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[screening]]></category>
		<category><![CDATA[screening cutaneo]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/chermiti-mohamed-GrHqA-2GJdU-unsplash.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/chermiti-mohamed-GrHqA-2GJdU-unsplash.jpg 1920w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/chermiti-mohamed-GrHqA-2GJdU-unsplash-300x200.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/chermiti-mohamed-GrHqA-2GJdU-unsplash-1024x681.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/chermiti-mohamed-GrHqA-2GJdU-unsplash-768x511.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/chermiti-mohamed-GrHqA-2GJdU-unsplash-1536x1022.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/chermiti-mohamed-GrHqA-2GJdU-unsplash-150x100.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/chermiti-mohamed-GrHqA-2GJdU-unsplash-696x463.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/chermiti-mohamed-GrHqA-2GJdU-unsplash-1392x926.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/chermiti-mohamed-GrHqA-2GJdU-unsplash-1068x710.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>MIT Catalyst è un programma speciale del Massachusetts Institute of Technology dedicato alla ricerca di soluzioni innovative e d’impatto per esigenze mediche e sanitarie, oggi non ancora soddisfatte. All’interno di questo scenario, si colloca il progetto del quale parleremo oggi: la messa a punto di uno strumento con cui effettuare uno screening cutaneo dei nevi, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://catalyst.mit.edu"><b>MIT Catalyst</b></a> <b>è un programma speciale del </b><a href="https://web.mit.edu"><b>Massachusetts Institute of Technology</b></a> <b>dedicato alla ricerca di soluzioni innovative e d’impatto per esigenze mediche e sanitarie, oggi non ancora soddisfatte. </b>All’interno di questo scenario, si colloca il progetto del quale parleremo oggi: <b>la messa a punto di uno strumento con cui effettuare uno screening cutaneo dei nevi, avvalendosi &#8220;solo&#8221; dell’uso della fotocamera di uno smartphone. </b></p>
<p><b>Ecco come funziona: dopo aver scattato una foto</b> con determinate caratteristiche &#8211; tra le quali nitidezza ed ampiezza della parte del corpo immortalata &#8211; <b>un sistema automatizzato rileva, estrae ed analizza tutte le lesioni pigmentate osservabili. Una rete neurale convoluzionale pre addestrata determina invece la natura della lesione e provvede a contrassegnarla</b> tramite un colore, in base alla diagnosi: ovvio, il colore rosso, quale segnale di allarme, suggerisce un’ispezione più approfondita da parte del personale medico competente.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Infine, l’immagine verrà poi visualizzata in un formato simile alle mappe di calore, per evidenziarne ulteriormente i risultati.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25178" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/automated-melanoma-detection-small2.gif" alt="" width="800" height="532" /><em>Animazione dei ricercatori coinvolti nel progetto di ricerca | <a href="https://news.mit.edu">MIT News</a></em></p>
<p>La sfida dei ricercatori è si quella di <b>permettere un rilevamento efficace ed efficiente del cancro alla pelle</b>, ma in egual misura, il loro interesse è rendere effettivo un <b>miglioramento dell’attuale capacità del sistema medico di fornire screening cutanei completi su larga scala</b>.</p>
<blockquote class="td_pull_quote td_pull_center"><p><span style="color: #111111; font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 17px;">La nostra ricerca, suggerisce che i sistemi che sfruttano la visione artificiale e le reti neurali profonde, possono ottenere una precisione paragonabile a quella di dermatologi esperti</span></p></blockquote>
<p>Queste le parole di <a href="https://www.linkedin.com/in/luis-ruben-soenksen-57a7972a/"><b>Luis R. Soenksen</b></a>,<b> </b>esperto di dispositivi medici, il quale attualmente è Venture Builder per il MIT nella divisione Intelligenza Artificiale e Sanità. É lui il primo autore del recente articolo pubblicato su <b>Science Translation Medicine, </b><b>dal titolo &#8220;<a href="https://stm.sciencemag.org/content/13/581/eabb3652.abstract">Using Deep Learning for Dermatologist-level Detection of Suspicious Pigmented Skin Lesions from Wide-Field Images&#8221;</a>.</b></p>
<p><b>É infatti grazie all’AI, che i ricercatori hanno addestrato il sistema</b>, utilizzando tra le altre, 20.388 immagini messe a disposizione dall’<a href="https://www.comunidad.madrid/hospital/gregoriomaranon/">Ospedale Gregorio Marañon di Madrid</a>. Tutte le referenze, sono state raccolte con fotocamere quotidianamente accessibili al consumatore medio, e sono poi state classificate da personale medico specializzato. Così facendo, <strong>si è arrivati a confermare una effettiva sensibilità all’individuazione di melanomi superiore al 90%</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span class="Apple-converted-space">Per approfondire:<br />
</span><span class="name">Luis R. Soenksen<span style="font-size: 12.5px;">, </span></span><span class="name">Timothy Kassis</span>, S<span class="name">usan T. Conover</span>, <span class="name">Berta Marti-Fuster</span>, J<span class="name">udith S. Birkenfeld, </span><span class="name">Jason Tucker-Schwartz</span>, <span class="name">Asif Naseem, </span><span class="name">Robert R. Stavert, </span><span class="name">Caroline C. Kim, </span><span class="name">Maryanne M. Senna, </span><span class="name">José Avilés-Izquierdo</span>, <span class="name">James J. Collins</span>, <span class="name">Regina Barzilay</span> and M<span class="name">artha L. Gray (2021) </span><a id="xref-award-group-2-1" class="xref-award" href="https://stm.sciencemag.org/content/13/581/eabb3652.abstract#award-group-2"></a>Using deep learning for dermatologist-level detection of suspicious pigmented skin lesions from wide-field images, Science Tranlational Medicine, 17 Feb 2021, Vol. 13, Issue 581, eabb3652, <span class="Apple-converted-space">DOI: 10.1126/scitranslmed.abb3652 </span></em></p>
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		<title>Dall&#8217;Alta Scuola Politecnica, il personal trainer robot che ti allena con gli algoritmi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2021 08:45:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HEALTH & SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[Home Fitness]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1439" height="835" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/reply_xchange_bocconi_2018_160_canvas-e1617957475589.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/reply_xchange_bocconi_2018_160_canvas-e1617957475589.jpg 1439w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/reply_xchange_bocconi_2018_160_canvas-e1617957475589-300x174.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/reply_xchange_bocconi_2018_160_canvas-e1617957475589-1024x594.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/reply_xchange_bocconi_2018_160_canvas-e1617957475589-768x446.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/reply_xchange_bocconi_2018_160_canvas-e1617957475589-150x87.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/reply_xchange_bocconi_2018_160_canvas-e1617957475589-696x404.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/reply_xchange_bocconi_2018_160_canvas-e1617957475589-1392x808.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/reply_xchange_bocconi_2018_160_canvas-e1617957475589-1068x620.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1439px) 100vw, 1439px" /></p>
<p>In un precedente articolo abbiamo parlato di Dr. VCoach, il personal trainer per l’allenamento degli anziani, oggetto della ricerca che sarà avviata nel settembre di quest’anno, coordinata dall’Università di Cagliari (Employment of Advanced Deep Learning and Human-Robot Interaction for Virtual Coaching). Simile, ma con diverso target è invece il progetto AI Empowered Hardware for Fitness [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/dallalta-scuola-politecnica-il-personal-trainer-robot-che-ti-allena-con-gli-algoritmi/">Dall&#8217;Alta Scuola Politecnica, il personal trainer robot che ti allena con gli algoritmi</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un precedente articolo <strong>abbiamo parlato di </strong><a href="https://osservatorio.c-quadra.it/un-personal-trainer-robot-per-lallenamento-degli-anziani/"><strong>Dr. VCoach, il personal trainer per l’allenamento degli anziani</strong>,</a> oggetto della ricerca che sarà avviata nel settembre di quest’anno, coordinata dall’<strong><a href="https://www.unica.it/">Università di Cagliari</a> (Employment of Advanced Deep Learning and Human-Robot Interaction for Virtual Coaching)</strong>.</p>
<p>Simile, ma con diverso target è invece il progetto <strong>AI Empowered Hardware for Fitness Applications, realizzato dall’ASP &#8211; <a href="https://www.asp-poli.it/">Alta Scuola Politecnica</a> </strong>che coinvolge i <a href="https://www.polito.it/">Politecnici di Torino</a> e<a href="https://www.polimi.it/"> Milano</a>. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=zJHyaD1psMc"><strong>Il robot umanoide in cui il progetto è integrato si chiama Pepper ed arriva dal Giappone</strong></a>: esistente già dal 2014 ed è stato il primo robot umanoide utilizzato negli aeroporti e nei negozi, in quanto capace di individuare e reagire alle emozioni.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-25175 alignleft" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/04/robot_pepper_1_large.jpg" alt="" width="249" height="357" />Il team di ricerca ha integrato alcune parti hardware</strong> &#8211; una telecamera e uno zainetto per supportare la nuova scheda &#8211; <strong>e sviluppato il software che rende Pepper un personal trainer in grado di assistere chi si allena</strong>. Tra le funzionalità ottenute grazie al <a href="https://www.reply.com/"><strong>coinvolgimento di Reply</strong></a> e all’<strong>implementazione di algoritmi di <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/?s=intelligenza+artificiale&amp;id=1287">Intelligenza Artificiale</a></strong>, si registra la capacità di preparare agli allievi una scheda con gli esercizi adattandosi alle capacità e ai miglioramenti degli stessi, contare le ripetizioni, registrare le sessioni di allenamento, ma anche osservarne l’esecuzione e correggere eventuali errori nella postura.</p>
<p>Ingegneri e designer del Politecnico di Milano e del Politecnico di Torino si sono avvalsi (oltre che del supporto di Reply) anche del <strong>coinvolgimento di laureati in scienze motorie e personal trainer. </strong>Ma non finisce qui: considerando il periodo attuale, l’emergenza pandemica, la prolungata chiusura delle palestre e il correlato crescente numero di individui che si vedono costretti ad allenarsi tra le mura domestiche, <strong>i ricercatori hanno creato la start up <a href="https://www.gymnasio.it/it/">Gymnasio</a>, allo scopo di realizzarne una versione low cost.</strong></p>
<div class="youtube-embed" data-video_id="NbQhGaRMSDI"><iframe loading="lazy" title="Nasce Gymnasio, l&#039;allenatore robot per il fitness in casa, ideato da 5 ragazzi del Politecnico" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/NbQhGaRMSDI?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<blockquote>
<h3 style="text-align: right;">«La sfida per noi era anche “democratizzare” l’allenamento,<br />
perché non tutti possono permettersi un personal trainer»</h3>
</blockquote>
<p>Queste le parole di <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/pastore-giuseppe/">Giuseppe Pastore</a>, CTO di Gymnasio</strong>, fra i cinque studenti dell’Alta Scuola Politecnica che ha lavorato al progetto. Gli altri: <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/daniele-gusmini/">Daniele Gusmini</a> (CEO), <a href="https://www.linkedin.com/in/lapo-peruzzi/">Lapo Peruzzi</a> (Industrial Designer), <a href="https://www.linkedin.com/in/andrea-rotella/">Andrea Rotella</a> (CMO), <a href="https://www.linkedin.com/in/andrea-megaro/">Andrea Megaro</a> (CFO).</strong></p>
<p><a href="https://www.gymnasio.it/it/"><strong>Questa versione low cost è attualmente un prototipo ma è già pre-ordinabile</strong></a> e sarà <strong>disponibile sul mercato per la prossima estate</strong>; si configurerà come un <strong>piccolo cubo, 10cm x 10cm, accompagnato da un’app scaricabile su smartphone</strong>, decisamente più maneggevole ed usufruibile in un ambiente di dimensioni ridotte quali il salotto di casa. Il servizio prevederà il pagamento di un abbonamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/dallalta-scuola-politecnica-il-personal-trainer-robot-che-ti-allena-con-gli-algoritmi/">Dall&#8217;Alta Scuola Politecnica, il personal trainer robot che ti allena con gli algoritmi</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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		<title>Sono (finalmente) arrivati gli ologrammi 3D generati in tempo reale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Mar 2021 08:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INNOVAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
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		<category><![CDATA[realtà virtuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1502" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/josh-riemer-flRN6KYpl1A-unsplash-1-scaled-e1617043990671.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/josh-riemer-flRN6KYpl1A-unsplash-1-scaled-e1617043990671.jpg 2560w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/josh-riemer-flRN6KYpl1A-unsplash-1-scaled-e1617043990671-300x176.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/josh-riemer-flRN6KYpl1A-unsplash-1-scaled-e1617043990671-1024x601.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/josh-riemer-flRN6KYpl1A-unsplash-1-scaled-e1617043990671-768x451.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/josh-riemer-flRN6KYpl1A-unsplash-1-scaled-e1617043990671-1536x901.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/josh-riemer-flRN6KYpl1A-unsplash-1-scaled-e1617043990671-2048x1202.jpg 2048w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/josh-riemer-flRN6KYpl1A-unsplash-1-scaled-e1617043990671-150x88.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/josh-riemer-flRN6KYpl1A-unsplash-1-scaled-e1617043990671-696x408.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/josh-riemer-flRN6KYpl1A-unsplash-1-scaled-e1617043990671-1392x817.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/josh-riemer-flRN6KYpl1A-unsplash-1-scaled-e1617043990671-1068x627.jpg 1068w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/josh-riemer-flRN6KYpl1A-unsplash-1-scaled-e1617043990671-1920x1127.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>La chiave di volta per la realtà virtuale potrebbe risiedere in una tecnologia vecchia di 60 anni: l’olografia.  Gli ologrammi regalano un’eccezionale rappresentazione del mondo 3D e, cosa più importante, offrono una prospettiva mutevole in base alla posizione dello spettatore, consentendo all’occhio di regolare la profondità, mettendo a fuoco alternativamente il primo piano piuttosto che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/sono-finalmente-arrivati-gli-ologrammi-3d-generati-in-tempo-reale/">Sono (finalmente) arrivati gli ologrammi 3D generati in tempo reale</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>chiave di volta per la realtà virtuale </b><span style="font-weight: 400;">potrebbe risiedere in una tecnologia vecchia di 60 anni: </span><b>l’olografia</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><b>Gli ologrammi</b><span style="font-weight: 400;"> regalano un’eccezionale rappresentazione del mondo 3D e, cosa più importante, </span><b>offrono una prospettiva mutevole in base alla posizione dello spettatore, consentendo all’occhio di regolare la profondità</b><span style="font-weight: 400;">, mettendo a fuoco alternativamente il primo piano piuttosto che lo sfondo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Partendo da questo, </span><b>i ricercatori del </b><a href="https://www.mit.edu"><b>Massachusetts Institute of Technology</b></a><b>, hanno generato ologrammi 3D in tempo reale avvalendosi di una rete neurale convoluzionale</b><span style="font-weight: 400;">, una tecnica di elaborazione che utilizza una catena di tensori addestrabili, per imitare approssimativamente il modo in cui gli esseri umani elaborano le informazioni visive. In altre parole, hanno generato immagini 3D tramite una </span><b>simulazione ottica creata grazie all’intelligenza artificiale</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’addestramento della sopracitata rete neurale è avvenuta attraverso un </span><b>set di big data creato ad hoc per la ricerca</b><span style="font-weight: 400;">, basato su “scene con forme e colori complessi e variabili”. Il team di ricerca tramite l’utilizzo di 4.000 coppie d’immagini, l’ologramma corrispondente e le informazioni specifiche su colore e profondità delle onde luminose, è riuscito a sviluppare una sorta di configurazione ottica. “Imparando” da ogni coppia di immagini precaricata, </span><b>la rete ha modificato i propri parametri di calcolo, migliorando così la capacità di generare ologrammi, ottimizzando di volta in volta il risultato finale</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25100" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/dataset.jpg" alt="" width="2011" height="1061" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/dataset.jpg 2011w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/dataset-300x158.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/dataset-1024x540.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/dataset-768x405.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/dataset-1536x810.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/dataset-150x79.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/dataset-696x367.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/dataset-1392x734.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/dataset-1068x563.jpg 1068w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/03/dataset-1920x1013.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 2011px) 100vw, 2011px" /><i><span style="font-weight: 400;">Esempio di immagini contenute nel database usato dai ricercatori</span></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>L’efficienza e la velocità raggiunta &#8211; pochi millisecondi per ologramma &#8211; ha sorpreso gli stessi componenti del team</b><span style="font-weight: 400;">, aprendo molteplici &#8211; seppur ipotetici &#8211; scenari di applicazione. Joel Kollin, uno dei principali optical architect di Microsoft, anche se non coinvolto nella ricerca, ha suggerito la possibilità di personalizzare queste visualizzazioni in base alla prescrizione oftalmica di uno spettatore, creando così immagini più nitide di quelle che egli sarebbe in grado di vedere con l’utilizzo di occhiali di correzione per aberrazioni di basso ordine. </span></p>
<p><b>L’olografia 3D in tempo reale potrebbe migliorare una serie di sistemi, dalla stampa 3D volumetrica, alla microscopia, fino ad arrivare alla VR</b><span style="font-weight: 400;">. Il team, guidato da </span><a href="http://people.csail.mit.edu/liangs/"><b>Liang Shi</b></a><b>, autore della ricerca e dottorando presso l’</b><a href="https://www.eecs.mit.edu"><b>EECS &#8211; Dipartimento di ingegneria ed informatica del MIT</b></a><span style="font-weight: 400;">, ha affermato che questo nuovo sistema potrebbe immergere gli spettatori VR in scenari più realistici, eliminando l’affaticamento agli occhi e gli altri effetti collaterali legati all’uso della realtà virtuale a lungo termine. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La tecnologia potrebbe essere facilmente implementata su display che modulano non solo la luminosità delle onde luminose, ma anche la loro fase e ipoteticamente potrebbe già essere messa a punto per gli ultimi modelli di smartphone. </span><span style="font-weight: 400;">Il lavoro di ricerca è stato supportato in parte anche da </span><span style="font-weight: 400;">SONY</span><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Per approfondire:</span></i></p>
<p><i><span style="font-weight: 400;">Shi, L., Li, B., Kim, C. et al. (2021) Towards real-time photorealistic 3D holography with deep neural networks. Nature 591, 234–239 </span></i><a href="https://doi.org/10.1038/s41586-020-03152-0"><i><span style="font-weight: 400;">https://doi.org/10.1038/s41586-020-03152-0</span></i></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/sono-finalmente-arrivati-gli-ologrammi-3d-generati-in-tempo-reale/">Sono (finalmente) arrivati gli ologrammi 3D generati in tempo reale</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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		<title>Raccogliere la frutta senza sprechi grazie ai Droni intelligenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 09:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MECCATRONICA]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[smartfarming]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2288" height="1022" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50.png 2288w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-300x134.png 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-1024x457.png 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-768x343.png 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-1536x686.png 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-2048x915.png 2048w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-150x67.png 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-696x311.png 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-1392x622.png 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-1068x477.png 1068w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-1920x858.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 2288px) 100vw, 2288px" /></p>
<p>In un momento quale quello attuale, caratterizzato dall’emergenza pandemica da COVID-19 e la conseguente limitazione negli spostamenti dell’uomo, la tecnologia corre in aiuto all’agricoltore. Come? Con i robot! Nell’anno designato dalle Nazioni Unite come l’Anno Internazionale della frutta e della verdura (il 2021), se da un lato cresce l’attenzione alla riduzione degli sprechi e delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2288" height="1022" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50.png 2288w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-300x134.png 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-1024x457.png 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-768x343.png 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-1536x686.png 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-2048x915.png 2048w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-150x67.png 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-696x311.png 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-1392x622.png 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-1068x477.png 1068w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/02/Schermata-2021-02-23-alle-08.06.50-1920x858.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 2288px) 100vw, 2288px" /></p><p>In un momento quale quello attuale, caratterizzato dall’emergenza pandemica da COVID-19 e la conseguente limitazione negli spostamenti dell’uomo, <strong>la tecnologia corre in aiuto all’agricoltore. Come? Con i robot!</strong></p>
<p>Nell’<strong>anno designato dalle Nazioni Unite come l’Anno Internazionale della frutta e della verdura (il 2021)</strong>, se da un lato cresce l’attenzione alla riduzione degli sprechi e delle perdite, aumenta dall’altro lato anche l’attenzione rivolta all’introduzione di elementi di innovazione e al miglioramento delle tecnologie in agricoltura. <strong>Nel mondo, ogni anno, si producono circa 800 milioni di tonnellate di frutta. Ma chi la raccoglie?</strong></p>
<p>La raccolta della frutta è un’attività intensa, che richiede un elevato numero di dipendenti stagionali, sempre più difficili da reperire. Sempre meno persone sono infatti disposte a ricorrere a un lavoro tanto faticoso e spesso poco remunerato, oltre che caratterizzato da picchi di lavoro stagionali accompagnati da lunghi mesi di totale inattività.</p>
<p>Dall’avvento dell’emergenza epidemiologica, inoltre, la limitazione degli spostamenti ha ancor più ridotto il bacino di manodopera disponibile: Italia e Spagna hanno addirittura consentito l’impiego di immigrati non regolari per far fronte alle esigenze dei campi e riuscire a raccogliere quanto coltivato. Altri paesi in Europa hanno sollecitato coloro che avevano perso il lavoro a causa della pandemia ad andare nei campi per aiutare gli agricoltori ad evitare che i frutti marcissero sulle piante prima di essere raccolti.</p>
<p>Abbiamo precedente parlato dell’<a href="https://osservatorio.c-quadra.it/tag/agricoltura/">utilizzo della tecnologia 4.0 in agricoltura</a> e, nello specifico, delle <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/industria-4-0-in-agricoltura/">promettenti potenzialità derivanti dall’impiego dei droni</a>. <strong>Dalla combinazione tra droni e Intelligenza Artificiale, un’azienda israeliana, ha inventato un robot autonomo intelligente.</strong> Il suo nome è <strong>FAR™ (Flying Autonomus Robots)</strong> e <a href="https://www.tevel-tech.com/"><strong>deve le sue origini alla Tevel Aerobotics Technologies</strong></a>: grazie all’AI è <strong>in grado di identificare i frutti sugli alberi, riconoscerne lo stato di maturazione e, se è il momento giusto, coglierli</strong>. Può lavorare 24 ore al giorno e promette di ridurre costi del lavoro e sprechi alimentari.</p>
<div class="youtube-embed" data-video_id="8dksuAXc6P8"><iframe loading="lazy" title="Tevel Aerobotics: Autonomous robotic flying fruit-pickers" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/8dksuAXc6P8?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Questi robot volanti e autonomi per la raccolta della frutta sono caratterizzati da <strong>visione artificiale, robotica avanzata, ingegneria aeronautica, controllo di volo all’avanguardia e analisi dati raccolti.</strong></p>
<p>Tevel precisa che i suoi <strong>robots non mirano ad andare a sostituire completamente il lavoro dell’uomo quanto piuttosto ad integrarsi con esso</strong>. Per il 2050 prevede che mancheranno all’appello circa 5 milioni di raccoglitori necessari: grazie a FAR<strong>™</strong> sarà quindi possibile andare a cogliere le crescenti quote di prodotti non raccolti e, quindi, sprecati. L’azienda israeliana, nata nel 2017, ha risolto numerose sfide tecnologiche e provvederà al lancio commerciale di FAR<strong>™</strong> in questo 2021. <strong>Massime prestazioni al minor costo, elevati livelli di flessibilità che consentono di raccogliere differenti tipologie di frutti</strong>: dove non arriverà l’uomo, ci arriveranno i droni, per un’agricoltura più sostenibile!</p>
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		<title>Il robot addestrato con l’Intelligenza Artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2021 09:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MECCATRONICA]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento automatico]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>
		<category><![CDATA[Robotica]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo software]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2400" height="1350" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Science_yang7HR.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Science_yang7HR.jpg 2400w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Science_yang7HR-300x169.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Science_yang7HR-1024x576.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Science_yang7HR-768x432.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Science_yang7HR-1536x864.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Science_yang7HR-2048x1152.jpg 2048w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Science_yang7HR-150x84.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Science_yang7HR-696x392.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Science_yang7HR-1392x783.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Science_yang7HR-1068x601.jpg 1068w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Science_yang7HR-1920x1080.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /></p>
<p>I cani robot non sono una novità: da quelli che si cimentano in pratiche sportive ai più recenti che controllano il rispetto del distanziamento sociale. A prescindere dalle caratteristiche fisiche specifiche, tutti questi robot hanno in comune una principale peculiarità: sono manovrati da remoto. Caratteristica non riscontrabile in Jueying: creato da un team di ricercatori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/il-robot-addestrato-con-lintelligenza-artificiale/">Il robot addestrato con l’Intelligenza Artificiale</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I cani robot non sono una novità</strong>: da quelli che si cimentano in pratiche sportive ai più recenti che controllano il rispetto del distanziamento sociale. A prescindere dalle caratteristiche fisiche specifiche,<strong> tutti questi robot hanno in comune una principale peculiarità: sono manovrati da remoto.</strong></p>
<p>Caratteristica non riscontrabile in <strong>Jueying: creato da un team di ricercatori dell’<a href="https://www.zju.edu.cn/english/">Università cinese di Zhejiang</a> insieme all’<a href="https://www.ed.ac.uk/">Università di Edimburgo</a></strong>, il cane robot riesce a muoversi nello spazio e a rispondere a determinati stimoli semplicemente perché ha imparato a farlo.</p>
<p>Immaginiamo un bambino che impara a camminare quando più piccolo. Una volta chiesto al bambino di compiere dei movimenti specifici, come salire le scale o sedersi, non si procede a dare istruzione sul come muovere una gamba o un braccio, passo passo. Il bambino lo imparerà semplicemente provandoci. Allo stesso modo, <strong>a Jueying non vengono fornite indicazioni su ogni possibile scenario realizzabile. Anche perché il mondo reale è un continuo imprevisto</strong>: difficilmente sarebbe possibile codificare ogni situazione, ogni comportamento, ogni reazione ad uno stimolo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-22124" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/F2.large_.jpg" alt="" width="1050" height="528" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/F2.large_.jpg 1050w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/F2.large_-300x151.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/F2.large_-1024x515.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/F2.large_-768x386.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/F2.large_-150x75.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/F2.large_-696x350.jpg 696w" sizes="auto, (max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></p>
<p><strong><a href="https://www.linkedin.com/in/zhibin-li-7415b31a1/">Zhibin Li</a>, robotista dell’Università di Edimburgo e autore di un<a href="https://robotics.sciencemag.org/content/5/49/eabb2174"> recente articolo sulla rivista Science Robotics</a></strong> che descrive il funzionamento di Jueying,<strong> insieme al team di ricerca, ha innanzitutto addestrato il software a guidare una versione virtuale del cane robot</strong>. Come? Mediante lo <strong>sviluppo di un’architettura di apprendimento con otto “esperti” algoritmici con lo scopo di aiutare il cane robot a mettere in atto ed imparare comportamenti complessi.</strong> Per ognuno di questi, è stata utilizzata una rete neurale profonda, specializzata in una particolare tipologia di abilità. Al robot sono poi state fornite delle <strong>“ricompense digitali”</strong> in caso di successo o, viceversa, dei<strong> “demeriti digitali”</strong> in caso di insuccesso. In questo modo, ognuno degli “esperti” ha acquisito padronanza su un’esperienza.</p>
<p><strong>Grazie all’Intelligenza Artificiale, il robot simulato ha così potuto procedere per tentativi ed errori, sino ad imparare dall’esperienza</strong>, a differenza dei robot tradizionali in cui ogni possibilità, ambiente, configurazione è codificata meticolosamente, riga per riga. Non c’è modo di prevedere totalmente il caos, non è possibile codificare ogni imprevisto. Al contrario con l’AI, <strong>Jueying è in grado di resistere all’imprevisto.</strong></p>
<div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-22105-2" width="640" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://media.wired.com/clips/5fe10679adb00d267b4a351d/master/pass/Science_yang5.mp4?_=2" /><a href="https://media.wired.com/clips/5fe10679adb00d267b4a351d/master/pass/Science_yang5.mp4">https://media.wired.com/clips/5fe10679adb00d267b4a351d/master/pass/Science_yang5.mp4</a></video></div>
<p>Come si è detto, al contrario del metodo tradizionale, questo approccio consente di imparare compiendo un’azione centinaia di migliaia di volte o anche milioni di volte, se necessario. Quel che risulta <strong>fondamentale è il coordinamento e la collaborazione tra gli otto esperti algoritmici: i ricercatori li hanno infatti combinati in una rete globale in modo da farli agire (e reagire) allo stesso modo in cui una squadra si muove grazie al suo allenatore/capitano. </strong>(Nel video qui sopra, gli 8 esperti sono rappresentati dalle 8 barre verticali colorate). Camminare su una superficie ricoperta di pietre senza brutte distorsioni alle caviglie, correre su una superficie scivolosa: se il cane robot dovesse perdere l’equilibrio, tutti gli otto esperti, agiscono per ripristinare l’equilibrio, per farlo reagire, per farlo proseguire, ecc. E tutti questi apprendimenti, possono poi essere trasferiti dal robot virtuale al robot fisico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: right;"><em>Avremo così macchine più intelligenti, in grado di combinare abilità flessibili e adattive e di gestire una varietà di compiti mai visti prima.</em></h3>
<p style="text-align: right;">Zhibin Li</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte:<br />
Chuanyu Yang, Kay Yuan, Qiuguo Zhu, Wanming Yu, Zhibin Li (2020) Multi-expert learning of adaptive leggend locomotion, Science Robotics 9 Dec 2020, Vol. 5, Issue 49, eabb2174, DOI: 10:1126/scirobotics.abb2174</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/il-robot-addestrato-con-lintelligenza-artificiale/">Il robot addestrato con l’Intelligenza Artificiale</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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