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	<title>microplastiche Archivi - Osservatorio C Quadra</title>
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	<description>Osservatorio Innovazione</description>
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	<title>microplastiche Archivi - Osservatorio C Quadra</title>
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		<title>PureDenim: chimica sostenibile per la tela blu più amata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jan 2024 13:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION & TEXTILE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2024/01/PureDenim-chimica-sostenibile-per-la-tela-blu-piu-amata-Osservatorio-CQ.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" /></p>
<p>Il Denim, tessuto reso celebre da Levi’s Strauss a partire dal 1890, continua a essere uno dei materiali preferiti nel panorama della moda. La sua produzione ha radici salde anche nel contesto insubrico, con diverse Aziende specializzate nel suo processo manifatturiero. Tra queste, spicca la realtà di Candiani SpA e la sua controllata Candiani Denim, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/puredenim-chimica-sostenibile-per-la-tela-blu-piu-amata/">PureDenim: chimica sostenibile per la tela blu più amata</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Denim</strong>, tessuto reso celebre da Levi’s Strauss a partire dal 1890, continua a essere uno dei materiali preferiti nel panorama della moda. <strong>La sua produzione ha radici salde anche nel contesto insubrico, con diverse Aziende specializzate nel suo processo manifatturiero</strong>. Tra queste, spicca la realtà di <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/?s=Candiani&amp;id=8350" target="_blank" rel="noopener">Candiani SpA e la sua controllata Candiani Denim, di cui abbiamo spesso raccontato</a>. <strong>Oggi parleremo invece di <a href="https://puredenim.it" target="_blank" rel="noopener">PureDenim</a>, Azienda con sede a Inverano, nata dalle ceneri della storica Italdenim</strong>, fondata nel 1974 da Mario Caccia. Oggi sono i figli Luigi e Ilaria a portare avanti l&#8217;esperienza della famiglia.</p>
<p><strong>La celeberrima tela blu, oltre ad essere ampiamente diffusa e di conseguenza prodotta in volumi considerevoli, richiede processi di lavorazione particolarmente impattanti</strong> <strong>a livello ambientale</strong>: per questo è necessario ridurre l&#8217;uso di sostanze chimiche impiegate nella sua produzione e ragionare sulla considerevole quantità di acqua impiegata. Italdenim, in collaborazione con <a href="http://www.canepa.it" target="_blank" rel="noopener">Canepa SpA</a>, aveva precedentemente esplorato soluzioni innovative e sostenibili per il trattamento del tessuto denim utilizzando il chitosano, un polisaccaride ottenuto dai gusci dei crostacei. Questa iniziativa si inseriva nel percorso dell&#8217;Azienda, che aveva aderito al Programma Detox di Greenpeace, dimostrando così un impegno concreto.</p>
<p><strong>Consapevoli di una nuova sensibilità e dell&#8217;evolversi delle tecnologie, PureDenim ha deciso di gestire internamente le fasi di tinteggiatura e finissaggio</strong>. Tra le innovazioni sviluppate in casa, spicca <strong><em>Smart Indigo</em>, un macchinario che trasforma la polvere di indaco in un colorante liquido utilizzando solo soda caustica, acqua ed elettricità</strong>. PureDenim ha acquisito i diritti di licenza di questo <strong>processo, originariamente sviluppato dal chimico svizzero David Crettenand</strong> e lo ha trasformato in un efficiente metodo industriale basato sull’elettrolisi. L&#8217;Azienda oggi è in grado di produrre indaco, verificarne la qualità, misurarlo e introdurlo nei bagni di tintura con un approccio innovativo e sostenibile. <strong>Questa metodologia consente infatti un significativo risparmio di acqua e ne semplifica il processo di riciclo.</strong></p>
<blockquote class="td_pull_quote td_pull_center"><p>Troppi Brand si concentrano sul materiale, mentre affrontare i processi produttivi cambiando radicalmente i paradigmi può rivelarsi molto più efficace. Nella produzione di un metro di denim, il cotone rappresenta solo il 10% dell’impatto inquinante, il resto è generato dai lavaggi e della produzione tessile, è qui che bisogna agire</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="https://www.linkedin.com/in/luigi-caccia-8a591546/" target="_blank" rel="noopener">Luigi Caccia</a>, fondatore,</strong> intervistato da <a href="http://FashionNetwork.com">FashionNetwork.com</a></p>
<p>Il macchinario <em>Smart Indigo</em> è affiancato da <strong><em>EcoSonic</em>, un trattamento ad ultrasuoni utilizzato per la tintura e il lavaggio del tessuto, capace di abbattere il consumo energetico del 40% rispetto ai processi convenzionali e utilizzando solamente 0,53 litri di acqua per ogni metro di tessuto</strong>.</p>
<figure id="attachment_27057" aria-describedby="caption-attachment-27057" style="width: 853px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-27057" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2024/01/Cavitation-GIF.gif" alt="" width="853" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-27057" class="wp-caption-text">Trattamento sviluppato grazie alla collaborazione con la start-up israeliana SONOVIA</figcaption></figure>
<p><strong><em>NaturalReco</em>, impiegato nella fase di finissaggio, ha permesso l&#8217;eliminazione completa dell&#8217;alcool polivinilico</strong>, noto come PVA, abbattendo il rilascio di microplastiche durante i lavaggi industriali e domestici. Questo prodotto, realizzato interamente da scarti alimentari industriali, protegge il filato durante la lavorazione e ne favorisce l’incollaggio.</p>
<p><em><strong>ColorDenim</strong></em>, l&#8217;ultima <strong>innovazione introdotta in collaborazione con la sede comasca di <a href="https://zaitex.com/it/" target="_blank" rel="noopener">Zaintex SpA</a></strong>, un&#8217;azienda chimica specializzata in coloranti e ausiliari per l&#8217;industria tessile, <strong>consente di colorare il denim solo nelle quantità necessarie, tingendo esclusivamente i fili di ordito. Questa novità consente la tintura di piccoli lotti personalizzati, riducendo significativamente gli sprechi e i consumi d’acqua.</strong></p>
<p>Attualmente, PureDenim conta su una forza lavoro di circa venti persone, producendo mezzo milione di metri di denim all&#8217;anno e generando un fatturato compreso tra 3,5 e 4 milioni di euro annuali. Grazie alle menzionate innovazioni, <strong>l&#8217;Azienda ha ottenuto la certificazione <a href="https://www.bluesign.com/en/" target="_blank" rel="noopener">Bluesign®</a>, un riconoscimento attribuito alle catene tessili che dimostrano particolare attenzione verso la chimica sostenibile</strong>. Questo sigillo conferma l&#8217;approccio responsabile di PureDenim e la sua dedizione a pratiche che rispettano l&#8217;ambiente.</p>
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		<title>Pet2Poly, un Progetto Insubrico per il recupero delle microplastiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 09:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PLASTICHE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2023/12/microplastiche-1024x768-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Abbiamo più volte parlato di plastiche e microplastiche e di come queste sostanze che danneggiano le nostre acque fino a minare l’ecosistema acquatico e, di riflesso, la salute dell’uomo, stiano spesso innescando progetti innovativi di recupero. È questo il caso del Progetto attivato qualche anno fa dall’Università di Trieste e Bolzano che ha portato allo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/pet2poly-un-progetto-insubrico-per-il-recupero-delle-microplastiche/">Pet2Poly, un Progetto Insubrico per il recupero delle microplastiche</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2023/12/microplastiche-1024x768-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>Abbiamo più volte parlato di <strong><a href="https://osservatorio.c-quadra.it/innovazione/plastiche/">plastiche e microplastiche</a></strong> e di come queste sostanze che <strong>danneggiano le nostre acque fino a minare l’ecosistema acquatico</strong> e, di riflesso, la <strong>salute dell’uomo</strong>, stiano <strong>spesso innescando progetti innovativi di recupero</strong>.</p>
<p>È questo il caso del<a href="https://osservatorio.c-quadra.it/micro-plastiche-dagli-oceani-alle-nostre-case-per-lisolamento-termico-ed-acustico/"> <strong>Progetto attivato qualche anno fa dall’Università di Trieste e Bolzano</strong> </a>che ha portato allo <strong>sviluppo</strong> e al successivo<strong> brevetto</strong> di un<strong> biopolimero eco-compatibile utilizzabile nel settore edile</strong> come degno sostituto della lana di roccia o del poliuretano espanso, per l’<strong>isolamento termico o acustico</strong>.</p>
<p>O, ancora, il caso del<a href="https://osservatorio.c-quadra.it/da-rifiuti-dispersi-nel-lario-a-tessili-di-qualita/"><strong> Progetto del Gruppo Limonta</strong></a> che nel recuperare le plastiche presenti nel Lago di Como, puntava a <strong>produrre un filato di qualità grazie a un progetto di economia circolare.</strong></p>
<p>A far parlare di sé è <strong>questa volta l’Università dell’Insubria</strong> che, con un <strong>gruppo di lavoro coordinato dal Professore <a href="https://archivio.uninsubria.it/hpp/gianluca.molla">Gianluca Molla</a> del <a href="https://www.uninsubria.it/rubrica/dipartimento-di-biotecnologie-e-scienze-della-vita">Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della vita</a></strong>, ha dato avvio lo scorso ottobre ad un interessante progetto di recupero del rifiuto nocivo.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="it" dir="ltr">🌱 Al via il progetto <a href="https://twitter.com/hashtag/Pet2poly?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Pet2poly</a> finanziato dal <a href="https://twitter.com/mur_gov_?ref_src=twsrc%5Etfw">@mur_gov_</a>  e coordinato dai proff. Gianluca Molla e Lorella Izzo per recuperare le <a href="https://twitter.com/hashtag/microplastiche?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#microplastiche</a> da fiumi e laghi, trasformando il <a href="https://twitter.com/hashtag/Pet?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Pet</a> in materiali di alto valore. 🔗 <a href="https://t.co/X4gxl6yV4k">https://t.co/X4gxl6yV4k</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/uninsubria?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#uninsubria</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/AmbienteSostenibile?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#AmbienteSostenibile</a> <a href="https://t.co/PzJECqjGKm">pic.twitter.com/PzJECqjGKm</a></p>
<p>&mdash; Uninsubria (@Uni_Insubria) <a href="https://twitter.com/Uni_Insubria/status/1731987680030790096?ref_src=twsrc%5Etfw">December 5, 2023</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p><strong>Finanziato dal <a href="https://www.mur.gov.it/it">Ministero dell’Università e della Ricerca</a></strong>, si configura come un lavoro di <strong>fruttuosa collaborazione tra l’ateneo insubrico e i <a href="https://www.mur.gov.it/it">CNR di Verbania</a> e <a href="https://www.icb.cnr.it/icb-home-it/sede-principale-di-pozzuoli/">di Pozzuoli</a></strong>, ognuno attivo in una specifica fase di realizzazione del Progetto. <strong>Pet2poly</strong> è il nome dell’iniziativa che ha visto il gruppo coordinato dal Professor Molla, attivo nella <strong>produzione di un ceppo batterico in grado di convertire il microPet in vanillina</strong>, un composto di alto valore che consente poi la <strong>produzione di</strong> <strong>nuovi polimeri sostenibili</strong>, grazie alle sue proprietà antimicrobiche, oggetto di studio del <strong>gruppo Chimica dei Polimeri e catalisi sostenibile, coordinato dalla Professoressa<a href="https://archivio.uninsubria.it/hpp/lorella.izzo"> Lorella Izzo</a></strong>.</p>
<p>Sarà invece <strong>compito del CNR di Verbania</strong> e, nello specifico, dell’Istituto di Ricerca sulle acque guidato dalla <strong>Dottoressa Rosa Zullo</strong>, l’<strong>ottimizzazione del processo di separazione delle microplastiche dalle acque di scarico</strong> degli impianti di trattamento acque siano essi urbani o industriali. Il <strong>CNR di Pozzuoli</strong>, o meglio, l’Istituto dei Polimeri compositi e biomateriali, coordinato dalla <strong>Dottoressa <a href="https://www.researchgate.net/profile/Valentina-Marturano">Valentina Marturano</a></strong>, sarà poi <strong>impegnato nell’utilizzo dell’acido vanillico estratto</strong> a seguito dall’attività insubrica, per la produzione di vescicole antimicrobiche per il rilascio di molecole quali aromi.</p>
<p>Ma Pet2Poly è anche molto altro: <strong>ampio spazio verrà dato infatti alla realizzazione di attività di sensibilizzazione</strong> della società tutta, per una cittadinanza più consapevole e attenta, più informata, al fine di consentire una <strong>gestione sempre più circolare e, dunque, sostenibile della plastica.</strong></p>
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		<title>Candiani di nuovo protagonista della sostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2023 08:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FASHION & TEXTILE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura rigenerativa]]></category>
		<category><![CDATA[candiani]]></category>
		<category><![CDATA[compost]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
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		<category><![CDATA[fertilizzante]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2023/10/Candiani-di-nuovo-protagonista-della-sostenibilita-Osservatorio-C-Quadra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Sempre più spesso Candiani si distingue per innovazione e sostenibilità. Ne abbiamo parlato già molte volte, come molte volte abbiamo parlato di questo binomio sempre più prioritario. Il tessile non indietreggia nell’impegno a una produzione che rispetti l’ambiente e ne è una dimostrazione lampante il numero elevato di volte in cui abbiamo trattato il tema [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/candiani-di-nuovo-protagonista-della-sostenibilita/">Candiani di nuovo protagonista della sostenibilità</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2023/10/Candiani-di-nuovo-protagonista-della-sostenibilita-Osservatorio-C-Quadra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>Sempre più spesso <strong><a href="https://candianicoreva.com/it/home">Candiani</a> si distingue per innovazione e sostenibilità</strong>. Ne abbiamo parlato già molte volte, come molte volte abbiamo parlato di questo <strong>binomio sempre più prioritario</strong>. <strong>Il tessile non indietreggia nell’impegno a una produzione che rispetti l’ambiente</strong> e ne è una dimostrazione lampante il numero elevato di volte in cui <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/?s=tessile+sostenibilit%C3%A0&amp;id=1287">abbiamo trattato il tema su questo Osservatorio.</a></p>
<p>Di <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/la-brianzola-candiani-denim-e-laustriaca-lenzing-in-partnership-per-la-sostenibilita/">un anno fa l’articolo riguardante l’innovativo tessuto di Candiani</a> nato da un <strong>ambizioso progetto di ricerca che ha consentito di creare un tessuto elasticizzato sostenibile</strong>, senza quindi l’utilizzo di gomme sintetiche.<a href="https://www.candianidenim.com/it/home"> <strong>Candiani Denim</strong></a>, produttore di tessuto in jeans innovativo, <strong>dopo 4 capsule collection ha finalmente presentato ufficialmente il brand Coreva Design</strong> di Alberto Candiani. Un tessuto che è diventato <strong>anche un brevetto</strong>: un <strong>denim stretch, naturale e biodegradabile.</strong></p>
<p>Non un tessuto elasticizzato derivante dalla plastica, ma <strong>un tessuto il cui ingrediente principe è una gomma naturale derivante da agricoltura rigenerativa, responsabile e consapevole</strong>, dalle notevoli proprietà elastiche, equiparabile all’elastane, la sua alternativa sintetica, ma <strong>senza danni per l’ambiente</strong>.</p>
<div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-26962-2" width="640" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://candianicoreva.com/images/sections/candiani-the-fabric-1920x1080.mp4?_=2" /><a href="https://candianicoreva.com/images/sections/candiani-the-fabric-1920x1080.mp4">https://candianicoreva.com/images/sections/candiani-the-fabric-1920x1080.mp4</a></video></div>
<p>Il brand sperimentale ha un’<strong>elevatissima scalabilità</strong> e mira a influenzare il mercato, divulgando sempre più la<strong> tecnologia di Candiani</strong>. Un design circolare dove nulla è lasciato al caso, a partire dall’<strong>etichetta in Polive, un materiale biosintetico, biodegradabile e compostabile</strong>. Il <strong>bottone</strong> è invece in metallo, <strong>non biodegradabile ovviamente, ma pensato per essere riutilizzato numerose volte</strong>, rimuovendolo dal jeans una volta che non sarà più indossabile.</p>
<p>La fascia di prezzo attuale è medio-alta, ma promette una <strong>lunga durata e il mantenimento dell’elasticità anche dopo anni di utilizzo</strong>. E il suo fine vita gli consente di tornare dall’ambiente da cui è arrivato, diventando <strong>fertilizzante per nuove materie prime, con una resa del fertilizzante pari a circa il 24% in più</strong> rispetto agli altri compost. Analisi specifiche hanno infatti dimostrato che <strong><a href="https://candianicoreva.com/it/home">COREVA<sup>TM </sup></a>può diventare compost in un arco temporale molto ridotto</strong>, inferiore a 6 mesi e che, anzi, già dopo 3 mesi di un campione pari a 300 grammi di tessuto ne restano soltanto 5 grammi.</p>
<p>Un’economia completamente circolare dunque, che pone le basi per <strong>una più efficace lotta alle microplastiche conseguenti lo smaltimento dei più diffusi tessuti elasticizzati</strong> che <strong>pesano per il 35% sul totale delle microplastiche</strong> riversate nei mari, pari a circa 0,5 milioni di tonnellate ogni anno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/candiani-di-nuovo-protagonista-della-sostenibilita/">Candiani di nuovo protagonista della sostenibilità</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Come smaltire le micro plastiche? Trasformandole in proteine, grazie al Progetto ProPla</title>
		<link>https://osservatorio.c-quadra.it/come-smaltire-le-micro-plastiche-trasformandole-in-proteine-grazie-al-progetto-propla/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2023 07:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INNOVAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[PLASTICHE]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2023/07/Come-smaltire-le-micro-plastiche-Trasformandole-in-proteine-grazie-al-Progetto-ProPla-C-Quadra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Sempre più frequentemente, qui su Osservatorio Innovazione, si intrecciano storie di innovazione e sostenibilità. Spesso, ci capita di raccontare le soluzioni sviluppate dalle Aziende del nostro territorio, per contrastare l’avanzata della minaccia ambientale legata all’uso e allo smaltimento della plastica. Oggi vi racconteremo invece del Progetto &#8220;ProPla &#8211; Proteins from Plastics&#8221;, nato dalla collaborazione tra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/come-smaltire-le-micro-plastiche-trasformandole-in-proteine-grazie-al-progetto-propla/">Come smaltire le micro plastiche? Trasformandole in proteine, grazie al Progetto ProPla</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2023/07/Come-smaltire-le-micro-plastiche-Trasformandole-in-proteine-grazie-al-Progetto-ProPla-C-Quadra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p class="p1">Sempre più frequentemente, qui su Osservatorio Innovazione, si intrecciano storie di innovazione e sostenibilità. Spesso, ci capita di raccontare le soluzioni sviluppate dalle Aziende del nostro territorio, per contrastare l’avanzata della minaccia ambientale legata all’uso e allo smaltimento della plastica. Oggi vi racconteremo invece del <span class="s1"><b>Progetto <a href="https://www.theproteinfactory2.it/propla" target="_blank" rel="noopener">&#8220;ProPla &#8211; Proteins from Plastics&#8221;</a></b></span><b>, nato dalla collaborazione tra l’</b><a href="https://www.uninsubria.it/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1"><b>Università dell’Insubria</b></span></a><b>, l’</b><a href="https://www.unimi.it/it" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1"><b>Università degli Studi di Milano</b></span></a><b>, l’</b><a href="https://www.unimib.it/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1"><b>Università di Milano-Bicocca</b></span></a><b> e del </b><a href="https://www.irsa.cnr.it/wp/" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1"><b>CNR &#8211; Istituto di Ricerca Sulle Acque</b></span></a>.</p>
<p class="p1">Questi i presupposti di partenza: <b>il problema che si è deciso di affrontare, è quello delle micro plastiche presenti nelle acqua reflue. La soluzione, quella di ottimizzare i flussi metabolici di alcuni microrganismi</b> &#8211; già capaci di digerire naturalmente il micro PET &#8211; <b>al fine di trasformare questi scarti in aminoacidi</b>. In altre parole: <b>il Progetto &#8211; <a href="https://www.fondazionecariplo.it/static/upload/eco/economia-circolare.pdf" target="_blank" rel="noopener">finanziato da </a></b><span class="s1"><b>Fondazione Cariplo</b></span><b> &#8211; si pone l’obiettivo di migliorare questo contaminante ambientale, convertendolo in una risorsa utile</b>. L’approccio interdisciplinare e pre competitivo, mira così allo sviluppo di un’<b>innovativa applicazione biotecnologica destinata al recupero di questi inquinanti.</b></p>
<p class="p1">Ingegneria enzimatica, biologia dei sistemi, entomologia, microbiologia, ciclo di vita dei materiali ed economia: diverse sono le discipline schierate per la buona riuscita del Progetto, mentre il <b>coordinamento delle attività è stato affidato a </b><a href="https://www.linkedin.com/in/loredano-pollegioni-b0831852" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1"><b>Loredano Pollegioni</b></span></a><b>, Docente di Biochimica presso l’Università dell’Insubria</b>.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="it" dir="ltr">♻️ Progetto <a href="https://twitter.com/hashtag/ProPla?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ProPla</a> &#8211; Proteins from plastics<br />Recuperare le <a href="https://twitter.com/hashtag/microplastiche?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#microplastiche</a> generando un ceppo batterico in grado di convertire il microPET in amminoacidi .<a href="https://t.co/tYZvC0AjgS">https://t.co/tYZvC0AjgS</a><br />Team coordinato dal prof. Loredano Pollegioni <a href="https://twitter.com/hashtag/uninsubria?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#uninsubria</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/insubria%C3%A8?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#insubriaè</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/biotecnologia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#biotecnologia</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/biologia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#biologia</a> <a href="https://t.co/8fQvNqnclA">pic.twitter.com/8fQvNqnclA</a></p>
<p>&mdash; Uninsubria (@Uni_Insubria) <a href="https://twitter.com/Uni_Insubria/status/1654082408550141954?ref_src=twsrc%5Etfw">May 4, 2023</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p class="p1"><b>Come egli racconta nel </b><a href="https://www.radio24.ilsole24ore.com/programmi/smart-city/puntata/come-trasformare-micro-plastiche-proteine-185004-AEVXyBfD" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1"><b>Podcast de “il Sole 24 Ore” dedicato al Progetto</b></span></a>, già da alcuni anni erano stati sintetizzati due enzimi capaci di degradare efficacemente il PET, scomponendolo in glicol etilenico e acido tereftalico.<b> Con ProPla, si vuole dimostrare come, ottimizzano i flussi metabolici di un particolare microbiota intestinale, questi prodotti derivati possano essere a loro volta trasformati </b>e utilizzabili per la produzione di bioplastiche o biocarburanti.</p>
<p class="p1">Il Progetto, ufficialmente partito il 1 marzo 2023, avrà una durata stimata di tre anni. Allo scopo di sensibilizzare la società su queste tematiche e far conoscere le enormi potenzialità della microbiologia e dell’ingegneria enzimatica, il Team di ricerca renderà fruibili i risultati ottenuti attraverso un dettagliato programma di divulgazione.</p>
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		<title>Radar satellitari alla ricerca delle isole di plastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2021 08:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PLASTICHE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTENIBILITÀ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1147" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490.jpg 1920w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-300x179.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1024x612.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-768x459.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1536x918.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-150x90.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-696x416.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1392x832.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1068x638.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Innovare, alle volte, significa anche trovare nuove applicazioni per tecnologie già esistenti. Di questo parleremo oggi, raccontandovi l’ultimo progetto seguito dal professor Christofer S. Ruf. Ricercatore principale della missione CYGNSS &#8211; CYclone Global Navigation Satellite System della NASA, già nel 2016 aveva dato il suo fondamentale contributo nella ricerca di un nuovo approccio per la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/radar-satellitari-alla-ricerca-della-isole-di-plastica/">Radar satellitari alla ricerca delle isole di plastica</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1147" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490.jpg 1920w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-300x179.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1024x612.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-768x459.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1536x918.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-150x90.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-696x416.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1392x832.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1068x638.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><b>Innovare, alle volte, significa anche trovare nuove applicazioni per tecnologie già esistenti.</b> Di questo parleremo oggi, raccontandovi l’ultimo progetto seguito dal professor <a href="https://ieeexplore.ieee.org/author/37269563800"><b>Christofer S. Ruf</b></a>.</p>
<p><b>Ricercatore principale della missione </b><a href="https://www.nasa.gov/cygnss/overview"><b>CYGNSS &#8211; CYclone Global Navigation Satellite System della NASA</b></a>, già nel 2016 aveva dato il suo fondamentale contributo nella ricerca di un <b>nuovo approccio per la</b> <b>raccolta di dati, al fine di prevedere e comprendere meglio il fenomeno degli uragani. </b>Per far questo, la NASA mandò in orbita otto micro satelliti, i quali, sfruttando la tecnologia GPS, riuscivano a registrare <b>dati preziosissimi legati alla velocità dei venti oceanici</b>.<b><span class="Apple-converted-space"> </span></b></p>
<p>Qualche giorno fa, il professor Ruf &#8211; assieme alla studentessa <b>Madeline C. Evans </b>&#8211; ha pubblicato un documento intitolato <a href="https://ieeexplore.ieee.org/document/9449485"><b>“Towards the Detection and Imaging of Ocean Microplastics with a Spaceborn Radar”</b></a>, nel quale<b> </b>si fa riferimento ad un nuovo utilizzo delle tecnologie e dei dati già esistenti per CYGNSS: <b>individuare attraverso un radar le isole di micro plastiche oceaniche, fornendo una cronologia sul dove entrano in acqua, dove si spostano e perché</b>.</p>
<p><b>Le misurazioni sulla velocità del vento</b> effettuate con i radar satellitari in prossimità di uragani e cicloni, <b>hanno permesso al team di Ruf di notare un’interessante alterazione dei rilevamenti causata dalla presenza di materiale galleggiante in superficie. Questo fenomeno non è però da ricondurre alle micro plastiche, quanto alle sostanze tensioattive</b>, cioè composti oleosi o saponosi capaci di abbassare la tensione superficiale della acque. “Fortunatamente” <b>plastiche e tensioattivi si raccolgono e viaggiano influenzati dagli stessi agenti,</b> creando così agglomerati comuni di raccordo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Da queste prime osservazioni, Ruf decise di usare questi cambiamenti di reattività per testare l’ipotetica previsione di elementi galleggianti di scarto. <b>Confrontando i dati raccolti all’interno di CYGNSS con le segnalazioni reali dei pescherecci a strascico </b>&#8211; fino ad oggi gli agenti di tracciamento principali &#8211; <strong>i</strong><b>l team ha potuto verificare l’effettiva validità dell’approccio testato</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="CYGNSS detection of global ocean microplastic concentration" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/sQTGOU9LiJ0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Dalle prime analisi, sono state anche osservate <b>concentrazioni globali differenti di microplastiche in base alla stagione</b>: ad esempio, tra i mesi di giugno e luglio, nell’emisfero settentrionale si ha una massiccia quantità di rifiuti nella zona di convergenza comunemente chiamata “great Pacific garbage patch”, un enorme accumulo di plastica galleggiante già identificato da anni. Mentre, nell’emisfero australe, le più grandi concentrazioni si verificano tra gennaio e febbraio.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<blockquote class="td_pull_quote td_pull_center"><p>Siamo ancora all’inizio del processo di ricerca, ma spero che questa possa essere parte di un cambiamento fondamentale nel modo in cui tracciamo e gestiamo l’inquinamento da microplastiche</p></blockquote>
<p>Gli intenti di Ruf, sono quelli di <b>passare queste preziose informazioni alle organizzazioni che ripuliscono gli oceani, ottimizzandone così sforzi e risultati. Ma non solo: questo monitoraggio potrebbe essere preziosissimo anche in termini di prevenzione. </b>Evidenti sono le immagini che descrivono come queste micro plastiche arrivano agli oceani, passando anche dalle foci… Primo fra tutti il fiume Yangtze (Shanghai), a lungo sospettato di essere una delle vie principali di scarico, ha registrato nei mesi di monitoraggio un discreto quantitativo di micro plastiche così rigettate negli oceani.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Sono già partite le trattative tra i ricercatori e la famosa no-profit olandese <a href="https://theoceancleanup.com"><b>The Ocean Cleanup</b></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Per approfondire:</em></p>
<p><em>Evans, M. C., Ruf, C. S., (2021) Toward the Detection and Imaging of Ocean Microplastics With a Spaceborne Radar, IEEE Transactions on Geoscience and Remote Sensing, pp. 1-9, <a href="https://doi.org/10.1109/TGRS.2021.3081691">doi: 10.1109/TGRS.2021.3081691.</a></em></p>
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		<title>Micro plastiche: dagli oceani alle nostre case per l’isolamento termico ed acustico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 08:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LEGNO & ARREDO]]></category>
		<category><![CDATA[PLASTICHE]]></category>
		<category><![CDATA[SOSTENIBILITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[biopolimero]]></category>
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		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash.jpg 1920w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-300x199.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-1024x678.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-768x509.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-1536x1018.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-150x99.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-696x461.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-1392x922.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-1068x708.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbiamo in precedenza parlato dell’interessante progetto realizzato dal Gruppo Limonta per ripulire le acque del Lago di Como e produrre tessili di elevata qualità. Il tema delle microplastiche diviene sempre più prioritario: l’elevato consumo di plastica implica un’enorme produzione di rifiuti che sempre più impattano gli ambienti marini minacciando la biodiversità e la sopravvivenza di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/micro-plastiche-dagli-oceani-alle-nostre-case-per-lisolamento-termico-ed-acustico/">Micro plastiche: dagli oceani alle nostre case per l’isolamento termico ed acustico</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash.jpg 1920w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-300x199.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-1024x678.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-768x509.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-1536x1018.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-150x99.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-696x461.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-1392x922.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/05/viktor-talashuk-jfVbF1Me6EQ-unsplash-1068x708.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://osservatorio.c-quadra.it/da-rifiuti-dispersi-nel-lario-a-tessili-di-qualita/">Abbiamo in precedenza parlato dell’<strong>interessante progetto realizzato dal Gruppo Limonta</strong> per ripulire le acque del <strong>Lago di Como</strong> e produrre <strong>tessili di elevata qualità</strong>.</a></p>
<p><strong>Il tema delle microplastiche diviene sempre più prioritario</strong>: l’elevato consumo di plastica implica un’enorme produzione di rifiuti che sempre più impattano gli ambienti marini minacciando la biodiversità e la sopravvivenza di molte specie ittiche. Si tratta di micro particelle, difficili da recuperare in ottica di circolarità a causa non solo delle loro dimensioni ma anche della presenza al loro interno di sostanze differenti quali polimeri diversi o comunque polimeri “inquinati” dal sale o altre sostanze marine.</p>
<p>Con l’obiettivo di muovere decisi passi verso la soluzione di queste problematiche, <strong><a href="https://www.unibz.it/it/faculties/sciencetechnology/academic-staff/person/39003-marco-caniato">Marco Caniato, ricercatore della Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Bolzano</a>, ha ideato, sviluppato e brevettato un nuovo biopolimero completamente eco-compatibile, </strong>in collaborazione <strong>con l&#8217;<a href="https://www.units.it/">Università di Trieste</a></strong>.</p>
<blockquote class="td_pull_quote td_pull_center"><p>Abbiamo dimostrato che un approccio sostenibile, più pulito ed ecologico, può essere usato per riciclare i rifiuti marini e per costruire un materiale ecologicamente ed economicamente conveniente</p></blockquote>
<p>Queste le parole dell’inventore nell’evidenziare le principali peculiarità del prodotto: <strong>a base di materie plastiche derivanti dai più comuni rifiuti domestici</strong> quali il polietilene, le bottiglie di tereftalato, il polistirolo espanso e schiumato, è stato<strong> miscelato con l’estratto di un’alga e il carbonato di calcio</strong>. L’alga, o meglio <strong>l’alga rossa agar agar</strong>, è stata selezionata in quanto <strong>ricca di un polisaccaride utilizzabile come gelificante naturale</strong>.</p>
<p>I campioni derivanti dalla miscelazione, dopo una <strong>prima fase di gelificazione</strong> vengono <strong>congelati a -20° per 12 ore</strong>. Infine, viene avviato un <strong>processo di liofilizzazione per la totale rimozione dell’acqua</strong>. Ma niente viene sprecato! Nel perseguimento del più elevato livello di eco-compatibilità il processo prevede il <strong>totale riciclo dell’acqua raccolta</strong>.</p>
<p><strong>Un processo sostenibile per la creazione di un prodotto sostenibile</strong> è quindi l’oggetto dell’invenzione di Marco Caniato. Il risultato è un <strong>biopolimero molto poroso utilizzabile nell’edilizia, degno sostituto della lana di roccia o del poliuretano espanso</strong>.</p>
<p>I primi test sulle caratterizzazioni del prodotto, hanno inoltre evidenziato <strong>soddisfacenti esiti sia in termini di isolamento termico che di isolamento acustico.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Per approfondire:</em></p>
<p><em>Caniato, L. Cozzarini, C. Schmid, A. Gasparella (2021) Acoustic and thermal characterization of a novel sustainable material incorporating recycled microplastic waste, Sustainable Materials and Technologies, Vol 28, <a href="https://doi.org/10.1016/j.susmat.2021.e00274">https://doi.org/10.1016/j.susmat.2021.e00274</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/micro-plastiche-dagli-oceani-alle-nostre-case-per-lisolamento-termico-ed-acustico/">Micro plastiche: dagli oceani alle nostre case per l’isolamento termico ed acustico</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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