Hai cercato tessile sostenibilità - Osservatorio C Quadra https://osservatorio.c-quadra.it/ Osservatorio Innovazione Mon, 16 Oct 2023 09:23:09 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2020/10/cropped-CQ-Nero-1-32x32.jpg Hai cercato tessile sostenibilità - Osservatorio C Quadra https://osservatorio.c-quadra.it/ 32 32 Candiani di nuovo protagonista della sostenibilità https://osservatorio.c-quadra.it/candiani-di-nuovo-protagonista-della-sostenibilita/ https://osservatorio.c-quadra.it/candiani-di-nuovo-protagonista-della-sostenibilita/#respond Wed, 04 Oct 2023 08:00:02 +0000 https://osservatorio.c-quadra.it/?p=26962

Sempre più spesso Candiani si distingue per innovazione e sostenibilità. Ne abbiamo parlato già molte volte, come molte volte abbiamo parlato di questo binomio sempre più prioritario. Il tessile non indietreggia nell’impegno a una produzione che rispetti l’ambiente e ne è una dimostrazione lampante il numero elevato di volte in cui abbiamo trattato il tema […]

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Sempre più spesso Candiani si distingue per innovazione e sostenibilità. Ne abbiamo parlato già molte volte, come molte volte abbiamo parlato di questo binomio sempre più prioritario. Il tessile non indietreggia nell’impegno a una produzione che rispetti l’ambiente e ne è una dimostrazione lampante il numero elevato di volte in cui abbiamo trattato il tema su questo Osservatorio.

Di un anno fa l’articolo riguardante l’innovativo tessuto di Candiani nato da un ambizioso progetto di ricerca che ha consentito di creare un tessuto elasticizzato sostenibile, senza quindi l’utilizzo di gomme sintetiche. Candiani Denim, produttore di tessuto in jeans innovativo, dopo 4 capsule collection ha finalmente presentato ufficialmente il brand Coreva Design di Alberto Candiani. Un tessuto che è diventato anche un brevetto: un denim stretch, naturale e biodegradabile.

Non un tessuto elasticizzato derivante dalla plastica, ma un tessuto il cui ingrediente principe è una gomma naturale derivante da agricoltura rigenerativa, responsabile e consapevole, dalle notevoli proprietà elastiche, equiparabile all’elastane, la sua alternativa sintetica, ma senza danni per l’ambiente.

Il brand sperimentale ha un’elevatissima scalabilità e mira a influenzare il mercato, divulgando sempre più la tecnologia di Candiani. Un design circolare dove nulla è lasciato al caso, a partire dall’etichetta in Polive, un materiale biosintetico, biodegradabile e compostabile. Il bottone è invece in metallo, non biodegradabile ovviamente, ma pensato per essere riutilizzato numerose volte, rimuovendolo dal jeans una volta che non sarà più indossabile.

La fascia di prezzo attuale è medio-alta, ma promette una lunga durata e il mantenimento dell’elasticità anche dopo anni di utilizzo. E il suo fine vita gli consente di tornare dall’ambiente da cui è arrivato, diventando fertilizzante per nuove materie prime, con una resa del fertilizzante pari a circa il 24% in più rispetto agli altri compost. Analisi specifiche hanno infatti dimostrato che COREVATM può diventare compost in un arco temporale molto ridotto, inferiore a 6 mesi e che, anzi, già dopo 3 mesi di un campione pari a 300 grammi di tessuto ne restano soltanto 5 grammi.

Un’economia completamente circolare dunque, che pone le basi per una più efficace lotta alle microplastiche conseguenti lo smaltimento dei più diffusi tessuti elasticizzati che pesano per il 35% sul totale delle microplastiche riversate nei mari, pari a circa 0,5 milioni di tonnellate ogni anno.

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Stampa 3D più sostenibile grazie agli scarti del settore tessile https://osservatorio.c-quadra.it/stampa-3d-piu-sostenibile-grazie-agli-scarti-del-settore-tessile/ https://osservatorio.c-quadra.it/stampa-3d-piu-sostenibile-grazie-agli-scarti-del-settore-tessile/#respond Wed, 09 Aug 2023 08:00:35 +0000 https://osservatorio.c-quadra.it/?p=26920

Sono numerosi gli articoli su questo Osservatorio che hanno come protagonista la bergamasca Albini Group o, più nel dettaglio, Albini Next, l’Innovation HUB di Albini, nato nel 2019 con l’obiettivo di trovare via via risposte innovative ai temi della sostenibilità: Centro di Ricerca, Laboratorio, importante punto di partenza per nuove frontiere dell’innovazione, think tank per il […]

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Sono numerosi gli articoli su questo Osservatorio che hanno come protagonista la bergamasca Albini Group o, più nel dettaglio, Albini Next, l’Innovation HUB di Albini, nato nel 2019 con l’obiettivo di trovare via via risposte innovative ai temi della sostenibilità: Centro di Ricerca, Laboratorio, importante punto di partenza per nuove frontiere dell’innovazione, think tank per il trasferimento tecnologico. Importanti premi ricevuti, progetti di innovazione attivati con molteplici focus, dai materiali nuovi, sostenibili, a quelli tracciabili, sino agli antivirali.

Protagonista di oggi è l’avvio del Progetto Weav3d che mira all’analisi di biopolimeri compositi per l’applicazione nella stampa 3D. L’obiettivo è dunque quello del recupero delle fibre tessili per andare a creare un nuovo materiale, costituito da componenti diversi, bio-based o riciclabili. Attività già in uso per il Laboratorio di Albini Next, che in questo progetto cerca di muovere un passo oltre, ancor più nelle direzione della sostenibilità, per riadattare il materiale nella stampa 3D.

Abbiamo riportato numerose notizie sulle più innovative applicazioni della stampa 3D, dal campo medico, alla moda, sino all’architettura. Quello di cui non abbiamo letto è invece la ricerca di risposte concrete alle preoccupazioni in termini di sostenibilità: è possibile l’utilizzo di consumabili in grado di avere un impatto più ridotto sull’ambiente?

Il Progetto Weav3d si muove nella ricerca di una risposta affermativa. È così stata avviata una fase di esplorazione di materiali sino allo sviluppo di due polimeri mixati con la fibra di cotone. Entrambi riciclabili, un polimero è flessibile, l’altro più rigido e bio-based, acquisiscono una maggiore resistenza grazie all’addizione delle fibre tessili oltre che la colorazione della fibra stessa, senza la necessità di aggiunta di pigmenti.

Partner di Progetto la startup innovativa MixCycling, con sede a Breganze in provincia di Vicenza specializzata nel dare una nuova vita agli scarti organici della produzione, dal sughero, al riso, la camomilla, il caffè, ecc; Nazena, altra startup innovativa e vicentina, specializzata nell’economia circolare per il recupero delle fibre tessili; PSCT Digital Lab, società creativa che testa i materiali sviluppati.

Attualmente il Progetto è ancora in fase di realizzazione e punta allo sviluppo di nuovi interessanti blend sostenibili. Cercheremo di non perdere i prossimi aggiornamenti!

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RadiciGroup presenta un abito al 100% naturale ricavato dai fagioli https://osservatorio.c-quadra.it/radicigroup-presenta-un-abito-al-100-naturale-ricavato-dai-fagioli/ https://osservatorio.c-quadra.it/radicigroup-presenta-un-abito-al-100-naturale-ricavato-dai-fagioli/#respond Wed, 26 Jul 2023 08:30:40 +0000 https://osservatorio.c-quadra.it/?p=26892

L’impegno della moda a favore di una transizione di settore orientata a una sempre maggiore etica ambientale porta moltissime Aziende a scommettere sulla ricerca di filati ecologici alternativi ai tradizionali. Negli ultimi anni abbiamo spesso raccontato delle innovazioni in questo campo, trattando di materiali tessili derivati dal marmo, dal granchio, o dagli scarti di produzione […]

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L’impegno della moda a favore di una transizione di settore orientata a una sempre maggiore etica ambientale porta moltissime Aziende a scommettere sulla ricerca di filati ecologici alternativi ai tradizionali. Negli ultimi anni abbiamo spesso raccontato delle innovazioni in questo campo, trattando di materiali tessili derivati dal marmo, dal granchio, o dagli scarti di produzione del cotone.

Parleremo oggi di Biofeel® eleven, filato completamente naturale derivato da un piccolo fagiolo indiano chiamato Eranda, e dell’abito realizzato da RadiciGroup con il nuovo ed tessuto ecologico, presentato durante il Phygital Sustainability Expo 2023, primo evento italiano dedicato alla transizione ecologica di moda e tessile attraverso l’innovazione tecnologica e organizzato dall’Associazione Sustainable Fashion Innovation Society.

La storica azienda bergamasca, leader mondiale nella produzione di poliammidi, tecnopolimeri e fibre sintetiche per un’ampia gamma di applicazioni, non è neofita in ambito di tutela ambientale. Quello della sostenibilità è un concetto caro al gruppo, che ha scelto di fare della trasparenza un valore e della responsabilità nei confronti delle risorse umane e naturali un baluardo del proprio business: dal bilancio di sostenibilità, alla realizzazione di prodotti da materie prime riciclate o naturali e con fonti energetiche rinnovabili, passando dalla definizione di codici di condotta dei fornitori e dei clienti.

Il tessuto realizzato in Biofeel® eleven è al 100% bio-based e al 100% riciclabile, secondo i principi di economia circolare. Il fagiolo del ricino da cui viene estratto il polimero per il filato di RadiciGroup è coltivato in India, in terreni semiaridi non concorrenziali alla produzione alimentare.

L’abito lungo che ha sfilato in occasione della “sfilata narrata” del Phygital Sustainability Expo 2023 e allestita al Museo dei Fori Imperiali di Roma, si caratterizza come ecologico anche per le peculiarità della sua produzione. La tecnologia WholeGarment di Shima Seiki impiegata permette di realizzare il capo direttamente dalla bobina di filato: un pezzo unico senza cuciture. Sono così stati evitati sprechi di energia e scarti di lavorazione.

Le performance tecniche, oltre che estetiche, del tessuto sono ottimali e rendono l’impiego di Biofeel® eleven ideale nell’abbigliamento, ma anche in altri ambiti, quali dell’arredo o dell’automotive. Limitato assorbimento d’acqua, leggerezza e resistenza alla deformazione: questi alcune delle peculiarità del filato, tali da garantire buone prestazioni e durevolezza.

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Candiani Denim, vincitore bis dell’ITMA Sustainable Innovation Award https://osservatorio.c-quadra.it/candiani-denim-vincitore-bis-dell-itma-sustainable-innovation-award/ https://osservatorio.c-quadra.it/candiani-denim-vincitore-bis-dell-itma-sustainable-innovation-award/#respond Tue, 27 Jun 2023 09:46:03 +0000 https://osservatorio.c-quadra.it/?p=26831

Diverse sono state le realtà del territorio insubrico presenti dall’8 al 14 giugno presso ITMA 2023, la più importante fiera internazionale dedicata al mondo della tecnologia tessile, quest’anno svoltasi nel capoluogo lombardo. Lo spazio a disposizione di quasi 200.000 metri quadrati di Fiera Milano era al completo, contando la partecipazione di ben 1709 espositori provenienti da […]

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Diverse sono state le realtà del territorio insubrico presenti dall’8 al 14 giugno presso ITMA 2023, la più importante fiera internazionale dedicata al mondo della tecnologia tessile, quest’anno svoltasi nel capoluogo lombardo. Lo spazio a disposizione di quasi 200.000 metri quadrati di Fiera Milano era al completo, contando la partecipazione di ben 1709 espositori provenienti da 47 paesi.

In questo contesto è prassi per gli espositori nominare tra i loro Clienti diretti, chi ha avuto la capacità e l’ambizione di sfruttare al meglio le innovazioni tecnologiche fornite, per promuovere non solo la propria sostenibilità ambientale quanto quella del Pianeta intero. È nato così il Sustainable Innovation Award, promosso da CEMATEX, Il Comitato Europeo dei Produttori di Macchinari TessiliQuest’anno la sfida si è giocata tra Aziende italiane: in finale si sono ritrovate LIMONTA di Costa Masnaga (LC), Denim Moda di Sant’Egidio Alla Vibrata (TE) e Candiani di Robecchetto con Induno (MI).

È stata proprio quest’ultima ad aggiudicarsi la vittoria – già la seconda per questo riconoscimento. Dopo Candiani ReGen ( ITMA 2019 – Barcellona ), è stato il Progetto Candiani Custom a primeggiare tra gli altri: una micro-factory per produrre jeans su misura, realizzata nello spazio di una boutique, nello specifico in Piazza Mentana a Milano. Un luogo in cui i tessuti più sostenibili della Società vengono trattati, tagliati e confezionati su indicazione del Cliente – che diventa così designer per un giorno – racchiudendo tutti i processi di un’intera filiera in un unico studio.

Un Progetto di reshoring e sostenibilità reso possibile grazie alla collaborazione di diversi Partner, selezionati tutti entro 238 km dalla sede operativa, al fine di migliorare la carbon footprint dei prodotti firmati Candiani Denim. Uno tra questi è FK Group, realtà industriale all’avanguardia in grado di fornire diverse soluzioni per il comparto tessile. Per il Progetto Candiani Custom, ha infatti realizzato un tavolo da taglio in grado di abbattere i consumi di CO2 fino al 70%.

Le diverse partnership strette da Candiani nascono qualora si riscontri una somiglianza nell’approccio sostenibile ed innovativo: non a caso tra la diverse soluzioni presentate dall’Azienda, spicca anche il tessuto GRAPHITO, un denim nato dalla combinazione di due brevetti. Il primo, proprietario, è KITOTEX, un polimero a base biologica che elimina il PVA – alcool polivinilico – nei processi produttivi tessili, mentre il secondo è G+ Graphene di Directa Plus, Società con sede a Como Next di cui più volte abbiamo scritto qui su Osservatorio. Mentre KITOTEX fissa il colore al denim, migliorandone le pienezza e donandogli un aspetto lucido e soffice, G+ rafforza l’azione protettiva già conferita da questo polimero, aggiungendo proprietà antistatiche, antimicrobiche e termoregolatrici.

L’attenzione del mercato moda per prodotti sostenibili come Graphito è molto alta, l’applicazione e la diffusione sono ancora in una fase di partenza. Tutti sono sicuramente sintonizzati sul fatto che la direzione è quella di una moda più sostenibile, ovvero circolare e rigenerativa

Simon Giuliani, Direttore Marketing di Candiani Denim.

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Progetto TrackIT per la tracciabilità dei prodotti Made in Como all’estero https://osservatorio.c-quadra.it/progetto-trackit-per-la-tracciabilita-dei-prodotti-made-in-como-allestero/ https://osservatorio.c-quadra.it/progetto-trackit-per-la-tracciabilita-dei-prodotti-made-in-como-allestero/#respond Wed, 19 Apr 2023 08:00:05 +0000 https://osservatorio.c-quadra.it/?p=26757

Si è tenuto la scorsa settimana il workshop di presentazione del Progetto TrackIT, l’iniziativa del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dell’Agenzia ICE, finalizzata alla tutela dei prodotti italiani. Il servizio offerto prevede, previa iscrizione e selezione di un fornitore di tecnologia tra quelli indicati dal portale, la registrazione in blockchain di dati […]

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Si è tenuto la scorsa settimana il workshop di presentazione del Progetto TrackIT, l’iniziativa del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dell’Agenzia ICE, finalizzata alla tutela dei prodotti italiani. Il servizio offerto prevede, previa iscrizione e selezione di un fornitore di tecnologia tra quelli indicati dal portale, la registrazione in blockchain di dati sul prodotto o la filiera che si intende tracciare, comprensivi di dati sulla storia del prodotto e dell’azienda. Scansionando un QR-code generato dalla piattaforma, sarà possibile quindi lato consumatori e lato fornitori, consultare una serie di informazioni utili volte a certificare la tracciabilità del bene, su un’interfaccia user-friendly. Per aderire è necessario essere un’Azienda produttrice di marchi associati all’italianità, essere iscritti al Registro Imprese con un Codice ATECO afferente al comparto agroalimentare e delle bevande, del sistema moda, della cosmetica o dell’arredamento/design da almeno 3 anni ed avere un minimo 20% di fatturato riconducibile alle esportazioni. Il servizio si declina poi in tre differenti e consecutive fasi di realizzazione: una prima fase consistente nell’attività di consulenza specialistica finalizzata alla mappatura della filiera o del processo produttivo, nella progettazione, lo sviluppo e l’implementazione dell’interfaccia e nella creazione della landing page per la visualizzazione dei dati; una seconda fase di gestione, manutenzione e notarizzazione dei dati; una terza ed ultima fase in cui è possibile decidere se interrompere il servizio, cambiare provider o continuare con il medesimo ai costi predefiniti.

Nel corso del workshop, organizzato dal Cluster Tecnologico del Made in Italy – MINIT, si è da un lato data informazione sulla proroga nella possibilità di inviare domanda di partecipazione e, dall’altro lato, si è dato spazio ad alcuni tra i soggetti coinvolti, sia sul versante fornitori della tecnologia che sul versante casi concreti da parte dei soggetti che hanno aderito.

Ad oggi sono 211 le Aziende aderenti, distribuite sul territorio nazionale, di cui 166 nel corso del 2022. In riferimento ai settori, invece, seppur si registri un 75% circa di adesioni afferenti al settore agro-alimentare, non mancano le rappresentanze del settore tessile, tra le quali si annoverano più d’una esperienza comasca.

Ostinelli Seta Spa, storica azienda con sede a Casnate con Bernate, che ha preso parte all’evento in qualità di soggetto protagonista, ha evidenziato come l’investimento faccia parte di un più ampio progetto per la tracciabilità strettamente connesso alla sostenibilità dell’attività produttiva, avviato già dal 2000 con la redazione delle schede tecniche di prodotto, sino all’adozione nel 2020 della roadmap Textile Exchange. L’azienda, infatti, non solo ha messo a punto una procedura integrata per il controllo sulla tracciabilità della propria produzione, dalla materia prima, sino ai prodotti finiti, ma ha anche: adottato il regolamento REACH; certificato alcune linee di prodotti in seta e cotone BIO GOTS; iniziato ad operare nella direzione del contrasto al cambiamento climatico, per la tutela della biodiversità e l’economia circolare; stabilito il target del 45% inteso come riduzione delle emissioni derivanti da fasi di pre-filatura entro il 2030; deciso di incrementare l’utilizzo delle fibre riciclate.

Anche Tessitura Taborelli, nota azienda del comparto tessile comasco, attiva dal 1895 nella produzione di jacquard e tinto filo, da sempre attenta alla sostenibilità con Certificazione Marchio SERI.CO dal 2004, GOTS dal 2008, OEKO-TEXT, FSC e GRS dal 2018, aveva già con (l’allora) MiSE avviato un progetto per la tracciabilità in Blockchain (Voucher Innovation Manager – 2019). Naturale prosecuzione del progetto è così apparsa l’opportunità offerta da TrackIT. Obiettivo ultimo è sempre quello di dare ai propri Clienti informazioni che siano il più trasparente possibile, sia lato B2B che lato B2C. Da un lato dunque la necessità di fornire dati quanto più chiari possibili su tracciabilità ai propri Clienti Business, dall’altro arrivare sino al consumatore finale, consentendogli  tramite la lettura di un QR-Code con RFID, di compiere scelte consapevoli e responsabili.

Tra i fornitori della tecnologia accreditati sono intervenuti invece per tutti Mangrovia, società di consulenza esperta nella in sviluppo di soluzioni blockchain, e la comasca Foodchain SPA di cui spesso abbiamo parlato su questo osservatorio, specializzata nella tracciabilità della filiera attraverso blockchain, che opera per ICE in RTI con Domina, un provider di software con procedure complete ed integrate per la value chain del Tessile e dell’Abbigliamento. TrackIT offre ai partecipanti una piattaforma (Dapp) per la tracciabilità di filiera che mira a garantire la trasparenza e l’integrità dei dati. Il raggruppamento temporaneo di imprese Foodchain-Domina accompagna le imprese nell’implementazione della soluzione, garantendo supporto formativo, assistenza tecnica e manutenzione.

Annoverabile invece tra gli utilizzatori anche F.&F. S.R.L. di Grandate, che grazie anche all’ottenimento di un Voucher Industria 4.0 di Unioncamere Lombardia, ha mosso i primi passi verso l’implementazione della tecnologia. L’Azienda, nata nel 1957 come Fertilseta e attiva nella produzione di Sciarpe, Scialli e Foulard, è specializzata in lavorazioni di alta qualità ed ha fatto dell’attenzione per l’innovazione e la sostenibilità i suoi capisaldi. Grazie a TrackIT, accompagnato dalla realizzazione del Progetto Sostenibilità Tracciabile, ha da un lato operato per l’effettiva introduzione di un sistema di tracciabilità in blockchain all’interno dei propri processi aziendali e, dall’altro lato, ha potuto creare un’occasione per un’effettiva collaborazione con gli attori di filiera che già hanno avviato o stanno avviando processi simili.

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Progetto PRINCE: un impianto tutto lombardo per il riciclo ottimizzato del PET https://osservatorio.c-quadra.it/progetto-prince-un-impianto-tutto-lombardo-per-il-riciclo-ottimizzato-del-pet/ https://osservatorio.c-quadra.it/progetto-prince-un-impianto-tutto-lombardo-per-il-riciclo-ottimizzato-del-pet/#respond Wed, 05 Apr 2023 08:00:11 +0000 https://osservatorio.c-quadra.it/?p=26713

In Italia, come in Europa, è in costante aumento la domanda di rPET. Una buona notizia dunque, se non fosse per le tempistiche di trasformazione e distribuzione. La capacità industriale attuale non riesce infatti a garantirne il volume richiesto e alle complessità produttive si aggiungono anche i limiti economici: le tecniche di riciclo attuali producono […]

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In Italia, come in Europa, è in costante aumento la domanda di rPET. Una buona notizia dunque, se non fosse per le tempistiche di trasformazione e distribuzione. La capacità industriale attuale non riesce infatti a garantirne il volume richiesto e alle complessità produttive si aggiungono anche i limiti economici: le tecniche di riciclo attuali producono costi superiori a quelli delle lavorazioni del polimero vergine.

Sono questi i presupposti che hanno dato vita al Progetto PRINCE – acronimo di PET Re-polymerization Italian Network Compact Extrusion, – uno dei vincitori dell’edizione 2020 del Bando “Call Hub Ricerca e Innovazione” di Regione Lombardia. Arrivato ora alla sua conclusione, è riuscito nei suoi intenti: prototipare e testare un impianto maggiormente sostenibile e produttivo, partendo dalle limitazioni tecnologiche inerenti allo stato dell’arte del riciclo del PET. Come? Ottimizzando in primis il processo di riciclo del PET non-clear da bottiglia, reintegrandolo nel mercato già sotto forma di prodotto finito.

In pratica, i Partner di Progetto hanno sviluppato una linea pilota altamente innovativa, capace di trasformare le scaglie lavate e asciugate di rPET direttamente nel prodotto d’uso finale, evitando la fase di pre-essicazione e granulazione intermedia. Tra i benefici di questa nuova modalità, sicuramente un importante contenimento dei costi energetici legati ai processi scartati: così questo Progetto soddisfa anche requisiti di sostenibilità economica ed ambientale.

Le bottiglie di inizio lavorazione, diventano così reggette per imballaggi, estrusi per l’edilizia, filati per il tessile, lastre termoformabili e contenitori per liquidi non alimentari, direttamente nello stesso impianto. Si ritiene plausibile quindi un risparmio energetico circa del 30% rispetto ad impianti concorrenziali di trasformazione del PET in rPET, al quale va aggiunto un risparmio nettamente superiore derivante dalla completezza di lavorazione proposta dall’intera linea.

I Partner di Progetto, localizzati tra il territorio Insubrico e la Brianza, hanno ottenuto un contributo economico di 2,8 milioni di euro, a valere sulle risorse dei fondi POR FSR 2014-2020. Le realtà coinvolte sono diverse: capofila di Progetto, un Organismo di Ricerca, l’IIP – Istituto Italiano dei Plastici, con sede a Monza. Nexxus Channel, inventor di tecnologie innovative relative alla lavorazione del polimeri termoplastici, trova invece casa nel vaserotto. Le altre sei aziende coinvolte nel Progetto, sono specializzate nella realizzazione di macchinari ed attrezzature: sono I.C.M.A. San Giorgio (MI), Eprotech (VA), O.M.G.M. (VA), Magic MP (MP), Soltex (MI), R.B. Engineering (BG).

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Dal filato di Granchio al Metaverso: Canclini e l’attenzione per sostenibilità e innovazione https://osservatorio.c-quadra.it/dal-filato-di-granchio-al-metaverso-canclini-e-lattenzione-per-sostenibilita-e-innovazione/ https://osservatorio.c-quadra.it/dal-filato-di-granchio-al-metaverso-canclini-e-lattenzione-per-sostenibilita-e-innovazione/#respond Wed, 08 Mar 2023 09:00:02 +0000 https://osservatorio.c-quadra.it/?p=26679

Sostenibilità e innovazione nel tessile, temi affrontati davvero spesso su Osservatorio Innovazione. Molti i protagonisti del distretto tessile comasco a cui abbiamo dato spazio, dalle Piccole Imprese attente alla ricerca di nuove materie prime, ad altre che investono nell’innovazione tecnologica dei propri macchinari: particolarmente virtuoso in entrambe le direzioni, il caso di Canclini, di cui […]

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Sostenibilità e innovazione nel tessile, temi affrontati davvero spesso su Osservatorio Innovazione.

Molti i protagonisti del distretto tessile comasco a cui abbiamo dato spazio, dalle Piccole Imprese attente alla ricerca di nuove materie prime, ad altre che investono nell’innovazione tecnologica dei propri macchinari: particolarmente virtuoso in entrambe le direzioni, il caso di Canclini, di cui vedremo meglio oggi.

Azienda nata nel 1925 e specializzata in tessuti di alta gamma, principalmente destinati alla camiceria, ha via via negli anni rafforzato la sua presenza sul mercato internazionale. Diversi i Brand ad oggi nel Gruppo: oltre a Canclini 1925, troviamo Blue 1925, Profilo Tessile, Mida 1975, Olimpia, Hausammann+Moos, Grandi & Rubinelli, spaziando dal cotone pregiato e al lino, fino alle fibre tecniche, al denim, ecc.

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Un gruppo che vanta ormai 100 anni di storia. Una storia che sempre più si tinge di green, grazie all’utilizzo di materiali sostenibili che le hanno consentito di ottenere numerosissime certificazioni: non solo ricerca di nuove e innovative fibre ma anche attestazioni circa la tracciabilità delle materie prime, anche in ottica di maggiore garanzia di riciclo. Da sempre attenta alla sostenibilità, annovera tra le numerose materie prime a basso impatto, molti eco materiali interessanti tra cui il TENCEL Lyocell ottenuto dagli alberi di eucalipto, l’ortica caratterizzata da morbidezza e resistenza al tempo stesso, traspirante come il lino e luminosa come seta, la canapa che dà vita a tessuti che proteggono dai raggi UV, dai campi elettrostatici, anallergici e antisettici, il bamboo in grado di assorbire l’umidità e di essere naturalmente antibatterico, il BEMBERG costituito dai peli corti attaccati ai semi di cotone e in grado di diventare un tessuto elastico e lucente, il granchio dalle innumerevoli proprietà igienico-sanitarie con un processo produttivo che si caratterizza per la frantumazione dei gusci dei crostacei provenienti dall’industria alimentare e la miscelatura con cellulosa.

Una ricerca continua che non si ferma però ai materiali e prosegue nella direzione della digitalizzazione, sino alle recenti sperimentazioni nel metaverso del lusso, con il lancio dei suoi primi token ufficiali dedicati ai Brand Ambassador: un Progetto, afferma Simone Canclini, AD di C.Tessile

[…] su cui occorre lavorare a lungo. Ci auguriamo di poter presentare i risultati sperati nei prossimi mesi. […] Il metaverso del lusso rappresenta una terra promessa di nuove relazioni digitali, mobili e sociali, che plasmeranno nei prossimi anni il nostro mondo. Siamo all’inizio dell’esplorazione di questa nuova frontiera e siamo aperti il contributo dei nostri partner. Per proseguire il cammino di sviluppo non dobbiamo mai smettere di investire.

Chiusure di anno in netta crescita con un +40% di fatturato per il 2022 sul 2021 è solo uno dei più lampanti segnali che la direzione intrapresa è quella giusta.

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Dagli scarti del cotone una viscosa totalmente sostenibile https://osservatorio.c-quadra.it/dagli-scarti-del-cotone-una-viscosa-totalmente-sostenibile/ https://osservatorio.c-quadra.it/dagli-scarti-del-cotone-una-viscosa-totalmente-sostenibile/#respond Wed, 22 Feb 2023 11:30:02 +0000 https://osservatorio.c-quadra.it/?p=26660

Filati di viscosa sostenibili al 100% grazie all’uso del cotton linter: la comasca Monvania scommette sulle materie prime derivate dallo scarto del cotone in alternativa alla polpa di cellulosa per la propria produzione tessile. Nessun albero tagliato e riuso dei rifiuti dalla coltivazione del cotone: una scelta all’insegna dell’economia circolare che non solo beneficia l’ambiente, […]

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Filati di viscosa sostenibili al 100% grazie all’uso del cotton linter: la comasca Monvania scommette sulle materie prime derivate dallo scarto del cotone in alternativa alla polpa di cellulosa per la propria produzione tessile. Nessun albero tagliato e riuso dei rifiuti dalla coltivazione del cotone: una scelta all’insegna dell’economia circolare che non solo beneficia l’ambiente, ma permette la definizione di un filato dalle migliori qualità.

Specializzata nella nobilitazione di filati per il tessile dal 1970, Monvania negli anni è diventata un punto di riferimento del settore, sia in Italia che in Europa. Tre gli stabilimenti attivi dell’azienda, uno dislocato a Grandate, in provincia di Como, e due in provincia di Brescia. Una produzione diversificata, che soddisfa un ampio raggio di esigenze: gli articoli delle collezioni proposte spaziano dall’arredo all’abbigliamento, dalla maglieria al tessile tecnico.

Il linter di cotone è la peluria che, in seguito alla separazione delle fibre, resta attaccata al seme della pianta: un materiale di scarto dal quale è possibile ricavare cellulosa in purezza, morbida e luminosa. Una soluzione green all’abbattimento di alberi necessario alla produzione della polpa di legno, solitamente scelta per la creazione dei filati di viscosa.

Recentemente la viscosa da cotton linter realizzata da Jilin, fornitore di Monvania, ha ottenuto anche il primo riconoscimento green da parte della società Canopy, specializzata in audit, che gli ha attribuito la “maglietta verde” riconoscendone il bassissimo impatto ambientale.

Monvania non è l’unica realtà ad aver scelto di acquistare viscosa da linter di cotone per i propri articoli, ma ne risulta la maggior sostenitrice italiana. Una posizione assunta non solo a favore dell’ambiente e della sostenibilità, ma anche per promuovere le peculiarità tecniche del materiale, che risulta avere un filo più bianco, una maggiore corposità e una lucentezza più elevata.

L’azienda comasca non solo si impegna nella scelta di materie prime green, ma anche nella definizione di processi produttivi dal minor impatto ambientale grazie all’impiego di pannelli fotovoltaici, all’inverterizzazione delle macchine e all’impiego di basse percentuali di oli vegetali.

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Tessile: la narrazione del Made In Italy oggi passa dalla tracciabilità https://osservatorio.c-quadra.it/tessile-la-narrazione-del-made-in-italy-oggi-passa-dalla-tracciabilita/ https://osservatorio.c-quadra.it/tessile-la-narrazione-del-made-in-italy-oggi-passa-dalla-tracciabilita/#respond Tue, 07 Feb 2023 10:46:43 +0000 https://osservatorio.c-quadra.it/?p=26648

La scorsa settimana ha avuto luogo Milano Unica, evento di riferimento internazionale dedicato al tessile e all’accessorio di alta gamma. Dalla cerimonia d’apertura in avanti, due sono state le parole che hanno accompagnato i visitatori in questi giorni di fiera: tracciabilità e blockchain. Un connubio di cui spesso abbiamo raccontato qui su Osservatorio, specificatamente declinato […]

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La scorsa settimana ha avuto luogo Milano Unica, evento di riferimento internazionale dedicato al tessile e all’accessorio di alta gamma. Dalla cerimonia d’apertura in avanti, due sono state le parole che hanno accompagnato i visitatori in questi giorni di fiera: tracciabilità e blockchain. Un connubio di cui spesso abbiamo raccontato qui su Osservatorio, specificatamente declinato al comparto tessile.

Sì è parlato di trend per il futuro, di intelligenza artificiale e di tutte le sue possibili applicazioni, soprattutto si è parlato di blockchain e di “tracciabilità come game changer”: questa la via per valorizzare al meglio il Made In Italy oggi. Non solo qualità e creatività dunque, ma anche trasparenza: uno dei lasciti della pandemia è stata infatti una forte accelerazione verso la sostenibilità, aspetto verso il quale il consumatore finale si mostra sempre più attento e consapevole.

La filiera tessile in Italia ha portato avanti più che negli altri Paesi questo impegno, riuscendo a differenziarsi. Non solo materie prime certificate o lavorazioni a minor impatto ambientale: la tracciabilità diventa una narrazione che prosegue per tutta la filiera, sino ad arrivare all’orecchio del consumatore. Racconta il Made In Italy sotto una nuova prospettiva, diventando uno strumento di promozione potente. Secondo Sergio Tamborini, Presidente di Sistema Moda Italia e C.E.O. presso Ratti S.p.A., in un futuro non molto lontano il prodotto tessile vedrà l’introduzione del proprio Passaporto Digitale, forse richiesto addirittura dalla normativa europea.

Altro tema di grande attualità chiacchierato tra gli stand a Rho Fieramilano, è stata la condivisa esigenza di formazione qualificata. Nei prossimi anni, serviranno dai 60mila ai 90mila addetti di settore, soprattutto figure tecniche. Importante sarà garantire un passaggio generazionale: il processo di innovazione avviato in tutto il comparto, dovrà avere presto nuovi interlocutori. Ma non solo: dovrà anche esserci una digitalizzazione distribuita orizzontalmente lungo tutta la filiera, rafforzata da un dialogo tra piccoli e grandi attori, al fine di difendere in sinergia il nuovo Made In Italy. 

La moda non è solo sfilate, ma anche tecnici e artigiani, in tutti i suoi comparti. Dobbiamo riavvicinare i giovani alle nostre aziende

Queste le parole di Ercole Botto Paola, Presidente di Confindustria Moda. Non per nulla, diverse sono state le realtà che hanno presentato in fiera programmi di formazione dedicati proprio alle nuove generazioni. Un esempio, il Progetto Academy avviato da Clerici Tessuto, storica azienda di Grandate specializzata in tessuti di lusso. In collaborazione con Regione Lombardia e con l’Istituto Superiore Starting Work di Como, l’opportunità di formazione si concretizza in un periodo di apprendistato di sei mesi all’interno dell’Azienda, finalizzato al conseguimento di un diploma IFTS in “Tecniche per la Realizzazione Artigianale di Prodotti del Made In Italy”. Il programma didattico, costruito ad hoc, spazierà dalla chimica alle tecnologie produttive, dal marketing alle metodologie di gestione di un archivio storico. 

Presente a Milano Unica, anche il Gruppo Colombo Tessili di Fino Mornasco, che ha concluso il 2022 con non poche soddisfazioni. Oltre a festeggiare il 75esimo anniversario del suo Brand Its Artea, vanta la produzione di tessuti che cambiano colore in acqua, alla luce o al calore; altri che modificano nel tempo il loro aspetto, lavaggio dopo lavaggio, o ancora tessuti che mantengono la temperatura corporea in quanto trattati con il grafene – fornito da un’altra società comasca, Directa Plus – rigorosamente prodotto senza additivi chimici. Una proposta che soddisfa una domanda più casual e dedicata al tempo libero, fatta da tessuti speciali, dalla grinta URBAN ma dallo spirito GREEN. Obiettivo nel medio termine del Gruppo, ottenere la certificazione BCorp, per poi, chissà, puntare sulla tracciabilità di prodotto.

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Biocrab: dal carapace dei crostacei una carta da parati ecologica e sostenibile https://osservatorio.c-quadra.it/biocrab-dal-carapace-dei-crostacei-una-carta-da-parati-ecologica-e-sostenibile/ https://osservatorio.c-quadra.it/biocrab-dal-carapace-dei-crostacei-una-carta-da-parati-ecologica-e-sostenibile/#respond Wed, 11 Jan 2023 09:00:51 +0000 https://osservatorio.c-quadra.it/?p=26594

Una carta da parati con gli scarti della pesca? Ci ha pensato Tecnofinish, azienda di Cantù che dal 1980 si occupa di nobilitazione tessile per l’arredamento. La realtà brianzola, da sempre sensibile alle problematiche ambientali, ha brevettato Biocrab: processo atto alla trasformazione dei rifiuti alimentari ittici in prodotti biodegradabili perfetti per i wallcovering. Innovazione, ecosostenibilità ed […]

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Una carta da parati con gli scarti della pesca? Ci ha pensato Tecnofinish, azienda di Cantù che dal 1980 si occupa di nobilitazione tessile per l’arredamento. La realtà brianzola, da sempre sensibile alle problematiche ambientali, ha brevettato Biocrab: processo atto alla trasformazione dei rifiuti alimentari ittici in prodotti biodegradabili perfetti per i wallcovering.

Innovazione, ecosostenibilità ed economia circolare: l’attività di Tecnofinish, che vanta anche un reparto interno di ricerca e sviluppo, si basa su questi pilastri. L’intuizione di riutilizzare scarti di origine naturale afferente alla filosofia green aziendale sta alle spalle dell’ultima scoperta, ma anche di precedenti progetti aziendali.

Biocrab permette l’estrazione della chitina dal carapace dei crostacei, una bioplastica dalla quale è possibile ricavare il chitosano, un film biodegradabile che può essere impiegato per la carta da parati, ma si presta anche all’ambito del food packaging e dell’agricoltura o, ancora, al settore alimentare e bio-medicale. Il riciclo alla base del processo di produzione del nuovo materiale rappresenta anche una risposta alle problematiche legate all’inquinamento generato dall’ampia mole di scarti ittici, 7 milioni di tonnellate all’anno, e agroalimentari.

Fedele alla filosofia del riciclo e della rigenerazione anche il brevetto Bio-Mais relativo alla realizzazione di una carta da parati totalmente prima di plastiche e biodegradabile al 94% partendo dagli scarti del mais. Il film, ricavato con tecnologie innovative in ambito di amidi, cellulose e colorati a base di lattice, garantisce performance analoghe a quelle dei classici pannelli decorativi in PVC risultando però compostabile e di bassissimo impatto ambientale.

La volontà di individuare soluzioni produttive ecosostenibili si evince anche dalla scelta di aderire al GRS – Global Recycled Standard, standard internazionale che certifica la realizzazione di prodotti tessili partendo da materiali di riciclo, così come dal brevetto di EcoFire GG 77, prodotto organico derivato dalle cellule di cloro presenti in alcuni pesci e impiegabile per rendere ignifughi tessuti e carte da parati.

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