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	<title>satelliti Archivi - Osservatorio C Quadra</title>
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	<description>Osservatorio Innovazione</description>
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	<title>satelliti Archivi - Osservatorio C Quadra</title>
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		<title>D-Orbit, l’interlocutore comasco per la New Space Economy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 May 2023 15:01:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INNOVAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MECCATRONICA]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2023/05/spacex-VBNb52J8Trk-unsplash.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" /></p>
<p>Bisognerà aspettare fino al 4 luglio prima di scoprire il vincitore dell’European Inventor Award 2023, uno dei più prestigiosi riconoscimenti a tema innovazione, istituito nel 2006 dall’EPO &#8211; European Patent Office. È certo però che tra i finalisti c’è anche Luca Rossettini, co-fondatore e CEO di D-Orbit, la prima Azienda ad offrire soluzioni di logistica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/d-orbit-linterlocutore-comasco-per-la-new-space-economy/">D-Orbit, l’interlocutore comasco per la New Space Economy</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2023/05/spacex-VBNb52J8Trk-unsplash.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p><p>Bisognerà aspettare fino al 4 luglio prima di scoprire il vincitore dell’<a href="https://inventoraward.epo.org" target="_blank" rel="noopener"><b>European Inventor Award 2023</b></a>, uno dei più prestigiosi riconoscimenti a tema innovazione, istituito nel 2006 dall’<a href="https://www.epo.org" target="_blank" rel="noopener">EPO &#8211; European Patent Office</a>. È certo però che <b>tra i finalisti c’è anche <a href="https://www.linkedin.com/in/lucarossettini/" target="_blank" rel="noopener">Luca Rossettini</a>, co-fondatore e CEO di <a href="https://www.dorbit.space" target="_blank" rel="noopener">D-Orbit</a>, la prima Azienda ad offrire soluzioni di logistica e trasporto orbitale</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="it" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/inthenews?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#inthenews</a> &#8211; Luca Rossettini di D-Orbit, finalista tra gli inventori europei <a href="https://t.co/zuHNHfdZPZ">https://t.co/zuHNHfdZPZ</a> <a href="https://twitter.com/Startupbusiness?ref_src=twsrc%5Etfw">@Startupbusiness</a></p>
<p>&mdash; D-Orbit (@D_Orbit) <a href="https://twitter.com/D_Orbit/status/1656243011230085120?ref_src=twsrc%5Etfw">May 10, 2023</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>È grazie al <b>brevetto depositato per D-Orbiter(D3)™</b> che la Società di Fino Mornasco, è riuscita a sbaragliare oltre 600 candidati: nel concreto, si parla di <b>un dispositivo indipendente e intelligente, capace di gestire all&#8217;occorrenza il riposizionamento o la rimozione di un satellite in orbita, al fine di arginare le problematiche direttamente collegate ai detriti spaziali</b>.</p>
<p>Ecco come Rossettini racconta l’importanza di questo brevetto:</p>
<blockquote class="td_pull_quote td_pull_center"><p>Oggi, abbiamo centinaia di frammenti in orbita che rappresentano la principale minaccia per i satelliti. Non sappiamo dove siano. Quindi, ogni volta che si invia un satellite si fa una scommessa di non essere colpiti da nessuno di questi detriti. E si capisce che, se il numero di satelliti continua ad aumentare come ora, non si potrà continuare a scommettere, soprattutto se si desidera costruire un business nello Spazio…</p></blockquote>
<p>A supporto concreto di ciò, ecco che l’<a href="https://www.esa.int/Space_in_Member_States/Italy" target="_blank" rel="noopener"><strong>ESA &#8211;</strong> </a><b>Agenzia Spaziale Europea ha stimato che attorno all’orbita terrestre ci siano oggi in movimento più di 36.500 oggetti</b>, contando solo quelli con un diametro superiore ai 10 centimetri. <b>Tutti rifiuti spaziali</b> <strong>nati da collisioni, esplosioni, incidenti tra satelliti.</strong> Basti pensare che dal 1957, ne sono stati inviati in orbita più di 15.000 unità…</p>
<p>Come si percepisce dalle parole di Rossettini, <b>la &#8220;New Space Economy&#8221; è destinata a crescere ed entro il 2040 verranno investiti globalmente oltre un bilione di dollari. Anche l’Italia sta tenendo il passo in un Mercato dalla repentina evoluzione</b>. Poco meno di un mese fa, ad esempio, è stato stipulato un <b>accordo nell’ambito del <a href="https://www.mimit.gov.it/it/pnrr" target="_blank" rel="noopener">Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</a> per il <a href="https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/spazio_astronomia/2023/04/13/nasce-iride-la-costellazione-dei-satelliti-on-demand-per-tutelare-la-terra-_1d09aa5d-992d-45c9-a5ee-12d93bd1dd22.html" target="_blank" rel="noopener">Programma IRIDE</a></b>, avviato dal Governo con il supporto dell’ESA e dell’<a href="https://www.asi.it">ASI &#8211; Agenzia Spaziale Italiana</a>, uno tra i più importanti programmi spaziali satellitari europei di Osservazione della Terra.</p>
<p><b>Nell’accordo c’è posto anche per D-Orbit, la quale fornirà un satellite SAR </b>&#8211; <i>“un sistema di telerilevamento radar coerente, attivo e microonde”</i> &#8211; <b>e ne seguirà il segmento delle operazioni di volo.</b><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<blockquote class="td_pull_quote td_pull_center"><p>Siamo orgogliosi di questo contratto che si inserisce perfettamente nella nostra linea di business Satellite as a Service. [ … ] Le nostre collaborazioni con organizzazioni stimate come l’ASA e l’ASI hanno spianato la strada per la crescita della nostra Azienda, consentendoci di partecipare a iniziative di ricerca e sviluppo all’avanguardia…</p></blockquote>
<p style="text-align: right;">&#8211; <a href="https://www.linkedin.com/in/stefano-antonetti-b9957777/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Stefano Antonelli</strong></a><strong>, VP Business Development<span class="Apple-converted-space"> </span></strong></p>
<p>Tra le altre soluzioni innovative proposte dalla Società comasca, spicca <strong>ION Satellite Carrier, un veicolo spaziale capace di trasportare più satelliti in orbita e di rilasciarli individualmente</strong>, riducendo i tempi di lancio totali fino all’85% e i costi fino al 40%.</p>
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		<title>Radar satellitari alla ricerca delle isole di plastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2021 08:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PLASTICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1147" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490.jpg 1920w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-300x179.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1024x612.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-768x459.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1536x918.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-150x90.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-696x416.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1392x832.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1068x638.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Innovare, alle volte, significa anche trovare nuove applicazioni per tecnologie già esistenti. Di questo parleremo oggi, raccontandovi l’ultimo progetto seguito dal professor Christofer S. Ruf. Ricercatore principale della missione CYGNSS &#8211; CYclone Global Navigation Satellite System della NASA, già nel 2016 aveva dato il suo fondamentale contributo nella ricerca di un nuovo approccio per la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/radar-satellitari-alla-ricerca-della-isole-di-plastica/">Radar satellitari alla ricerca delle isole di plastica</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1147" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490.jpg 1920w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-300x179.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1024x612.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-768x459.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1536x918.jpg 1536w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-150x90.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-696x416.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1392x832.jpg 1392w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/06/naja-bertolt-jensen-2St3S36Gu7w-unsplash-e1624288381490-1068x638.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><b>Innovare, alle volte, significa anche trovare nuove applicazioni per tecnologie già esistenti.</b> Di questo parleremo oggi, raccontandovi l’ultimo progetto seguito dal professor <a href="https://ieeexplore.ieee.org/author/37269563800"><b>Christofer S. Ruf</b></a>.</p>
<p><b>Ricercatore principale della missione </b><a href="https://www.nasa.gov/cygnss/overview"><b>CYGNSS &#8211; CYclone Global Navigation Satellite System della NASA</b></a>, già nel 2016 aveva dato il suo fondamentale contributo nella ricerca di un <b>nuovo approccio per la</b> <b>raccolta di dati, al fine di prevedere e comprendere meglio il fenomeno degli uragani. </b>Per far questo, la NASA mandò in orbita otto micro satelliti, i quali, sfruttando la tecnologia GPS, riuscivano a registrare <b>dati preziosissimi legati alla velocità dei venti oceanici</b>.<b><span class="Apple-converted-space"> </span></b></p>
<p>Qualche giorno fa, il professor Ruf &#8211; assieme alla studentessa <b>Madeline C. Evans </b>&#8211; ha pubblicato un documento intitolato <a href="https://ieeexplore.ieee.org/document/9449485"><b>“Towards the Detection and Imaging of Ocean Microplastics with a Spaceborn Radar”</b></a>, nel quale<b> </b>si fa riferimento ad un nuovo utilizzo delle tecnologie e dei dati già esistenti per CYGNSS: <b>individuare attraverso un radar le isole di micro plastiche oceaniche, fornendo una cronologia sul dove entrano in acqua, dove si spostano e perché</b>.</p>
<p><b>Le misurazioni sulla velocità del vento</b> effettuate con i radar satellitari in prossimità di uragani e cicloni, <b>hanno permesso al team di Ruf di notare un’interessante alterazione dei rilevamenti causata dalla presenza di materiale galleggiante in superficie. Questo fenomeno non è però da ricondurre alle micro plastiche, quanto alle sostanze tensioattive</b>, cioè composti oleosi o saponosi capaci di abbassare la tensione superficiale della acque. “Fortunatamente” <b>plastiche e tensioattivi si raccolgono e viaggiano influenzati dagli stessi agenti,</b> creando così agglomerati comuni di raccordo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Da queste prime osservazioni, Ruf decise di usare questi cambiamenti di reattività per testare l’ipotetica previsione di elementi galleggianti di scarto. <b>Confrontando i dati raccolti all’interno di CYGNSS con le segnalazioni reali dei pescherecci a strascico </b>&#8211; fino ad oggi gli agenti di tracciamento principali &#8211; <strong>i</strong><b>l team ha potuto verificare l’effettiva validità dell’approccio testato</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="CYGNSS detection of global ocean microplastic concentration" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/sQTGOU9LiJ0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Dalle prime analisi, sono state anche osservate <b>concentrazioni globali differenti di microplastiche in base alla stagione</b>: ad esempio, tra i mesi di giugno e luglio, nell’emisfero settentrionale si ha una massiccia quantità di rifiuti nella zona di convergenza comunemente chiamata “great Pacific garbage patch”, un enorme accumulo di plastica galleggiante già identificato da anni. Mentre, nell’emisfero australe, le più grandi concentrazioni si verificano tra gennaio e febbraio.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<blockquote class="td_pull_quote td_pull_center"><p>Siamo ancora all’inizio del processo di ricerca, ma spero che questa possa essere parte di un cambiamento fondamentale nel modo in cui tracciamo e gestiamo l’inquinamento da microplastiche</p></blockquote>
<p>Gli intenti di Ruf, sono quelli di <b>passare queste preziose informazioni alle organizzazioni che ripuliscono gli oceani, ottimizzandone così sforzi e risultati. Ma non solo: questo monitoraggio potrebbe essere preziosissimo anche in termini di prevenzione. </b>Evidenti sono le immagini che descrivono come queste micro plastiche arrivano agli oceani, passando anche dalle foci… Primo fra tutti il fiume Yangtze (Shanghai), a lungo sospettato di essere una delle vie principali di scarico, ha registrato nei mesi di monitoraggio un discreto quantitativo di micro plastiche così rigettate negli oceani.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Sono già partite le trattative tra i ricercatori e la famosa no-profit olandese <a href="https://theoceancleanup.com"><b>The Ocean Cleanup</b></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Per approfondire:</em></p>
<p><em>Evans, M. C., Ruf, C. S., (2021) Toward the Detection and Imaging of Ocean Microplastics With a Spaceborne Radar, IEEE Transactions on Geoscience and Remote Sensing, pp. 1-9, <a href="https://doi.org/10.1109/TGRS.2021.3081691">doi: 10.1109/TGRS.2021.3081691.</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/radar-satellitari-alla-ricerca-della-isole-di-plastica/">Radar satellitari alla ricerca delle isole di plastica</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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