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	<title>Processori fotonici Archivi - Osservatorio C Quadra</title>
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		<title>I chip fotonici potenziano l’intelligenza artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2021 09:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MECCATRONICA]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento automatico]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[microingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[Processori fotonici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1108" height="621" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici.jpg 1108w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici-300x168.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici-1024x574.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici-768x430.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici-150x84.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici-696x390.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici-1068x599.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1108px) 100vw, 1108px" /></p>
<p>Un processore fotonico che utilizza particelle di luce all’interno dei chip di silicio: lo studio innovativo condotto dagli scienziati dell’EPFL, di IBM Research di Zurigo e delle Università di Oxford, Münster, Exeter, Pittsburgh potrebbe rivelarsi cruciale per esaudire le sempre più intense esigenze di calcolo dell’era digitale. Stare al passo con la crescita esponenziale del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://osservatorio.c-quadra.it/i-chip-fotonici-potenziano-lintelligenza-artificiale/">I chip fotonici potenziano l’intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://osservatorio.c-quadra.it">Osservatorio C Quadra</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1108" height="621" src="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici.jpg 1108w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici-300x168.jpg 300w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici-1024x574.jpg 1024w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici-768x430.jpg 768w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici-150x84.jpg 150w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici-696x390.jpg 696w, https://osservatorio.c-quadra.it/wp-content/uploads/2021/01/Chip-fotonici-1068x599.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1108px) 100vw, 1108px" /></p><p><strong>Un</strong> <strong>processore fotonico che utilizza particelle di luce all’interno dei chip di silicio</strong>: lo studio innovativo condotto dagli scienziati dell’<a href="https://www.epfl.ch/en/">EPFL</a>, di <a href="https://www.zurich.ibm.com/">IBM Research</a> di Zurigo e delle Università di <a href="https://www.ox.ac.uk/">Oxford</a>, <a href="https://www.uni-muenster.de/de/">Münster</a>, <a href="https://www.exeter.ac.uk/">Exeter</a>, <a href="https://www.pitt.edu/">Pittsburgh</a> potrebbe rivelarsi <strong>cruciale per esaudire le sempre più intense esigenze di calcolo dell’era digitale</strong>.</p>
<p>Stare al passo con la crescita esponenziale del traffico dati può essere arduo. L’impiego sempre più massivo delle tecnologie di apprendimento automatico e intelligenza artificiale nei più svariati ambiti di applicazione esige processori dal potenziale ampio.</p>
<p>L’architettura ideata dal team di ricercatori offre una possibile soluzione. <strong>L’elaborazione di attività matematiche complesse e l’archiviazione contemporanea di dati avviene molto più rapidamente impiegando processori basati sulla luce</strong>. I chip elettronici convenzionali sono estremamente più lenti.</p>
<p>Lo studio, esito della fruttuosa collaborazione di diversi prestigiosi gruppi di ricercatori, è <a href="https://www.nature.com/articles/s41586-020-03070-1">apparso recentemente sulla rivista Nature</a>. Quella dell’eterogeneo team di accademici è <strong>la prima ricerca ad applicare tali tecnologie nel campo delle reti neurali artificiali</strong>.</p>
<blockquote>
<h3 style="text-align: right;">&#8220;I processori basati sulla luce per velocizzare le attività nel campo dell&#8217;apprendimento automatico consentono di elaborare complesse attività matematiche ad alta velocità e produttività&#8221;</h3>
<h3 style="text-align: right;">Professore <a href="https://www.linkedin.com/in/wolfram-pernice-5907b818/">Wolfram Pernice</a>, Università di Münster</h3>
</blockquote>
<p>Le reti neurali alla base delle applicazioni AI, algoritmi che simulano il cervello umano, operano attraverso moltiplicazioni matrice-vettore<strong>. I ricercatori hanno implementato un acceleratore hardware per eseguire tali moltiplicazioni su più set in parallelo.</strong> Un risultato ottenuto facendo riferimento a un’altra tecnologia innovativa dell’EPFL: un pettine di frequenza basato su chip come fonte di luce.</p>
<p><strong>Il pettine di frequenza fornisce una varietà di lunghezze d’onda ottiche elaborabili indipendentemente l’una dall’altra all’interno dello stesso chip fotonico</strong>. Ciò permette di analizzare discrete mole di dati in parallelo sfruttando il multiplexing, calcolo simultaneo sulle lunghezze d’onda.</p>
<p>I chip fotonici sono stati realizzati con materiali a cambiamento di fase, del tipo solitamente impiegato nell’elaborazione di immagini e dati audio. Successivamente sono stati testati su una rete neurale progettata per riconoscere numeri scritti a mano.</p>
<p><strong>La velocità dei processori fotonici rispetto ai chip convenzionali basati sul trasferimento elettronico garantirebbe una serie di vantaggi in un ampio ventaglio di applicazioni.</strong> Maggiore portata di elaborazione simultanea degli algoritmi di intelligenza artificiale, analisi di una mole più ampia di dati clinici, ottimizzazione delle performance per i sensori dei veicoli a guida autonoma: reti neurali più grandi e capacità di calcolo potenziata permettono valutazioni più accurate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><em>Fonte:</em></h6>
<h6><em> J. Feldmann, N. Youngblood, M. Karpov, H. Gehring, X. Li, M. Stappers, M. Le Gallo, X. Fu, A. Lukashchuk, A.S. Raja, J. Liu, C.D. Wright, A. Sebastian, T.J. Kippenberg, W.H.P. Pernice, H. Bhaskaran (2021) Parallel convolutional processing using an integrated photonic tensor core, Nature </em><em>589, <span class="u-visually-hidden">pages </span>52–58 </em></h6>
<h6><em>Lo studio è stato finanziato da EPSRC, Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG), European Research Council, European Union’s Horizon 2020 Research and Innovation Programme (Fun-COMP), Studienstiftung des deutschen Volkes.</em></h6>
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