Avevamo precedentemente raccontato dello studio relativo ad un nuovo sistema di classificazione dei rischi futuri per i pazienti cardiopatici mediante l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.

A differenza di quest’ultimo oltre al nettamente diverso approccio metodologico, il Progetto patrocinato dalla ESC (European Society of Cardiology) non va a concentrarsi sui soggetti che hanno subito un infarto in ottica di ottimizzazione delle cure. Al contrario, l’obiettivo della ricerca a cui hanno partecipato numerosi Paesi Europei mira a migliorare la predizione del rischio di malattie cardiovascolari su soggetti sani, senza alcun tipo di problema cardiaco.

Coordinata da due gruppi di lavoro, SCORE2 e SCORE2 Older Person, e realizzata in collaborazione con la Cardiovascular Risk Collaboration della ESC ha visto il coinvolgimento di 700.000 adulti e anziani distribuiti tra le diverse regioni europee. Con un’età compresa tra i 40 e i 69 anni e il possesso o meno di differenti fattori di rischio (fumatori e non fumatori, con diversi livelli di pressione sanguigna, diversi livelli di colesterolo, ecc) rappresenta un contributo scientificamente rilevante nella prevenzione primaria.

I risultati sono stati pubblicati sullo European Heart Journal ed è solo l’inizio: i modelli SCORE2 e SCORE2-OP verranno infatti inseriti nelle Linee guida Europee sulla prevenzione cardiovascolare, raccomandandone l’utilizzo. I due algoritmi offrono infatti un’accurata stima del rischio in diverse popolazioni andando ad identificare e classificare i Paesi europei in differenti livelli di rischio.

I nuovi algoritmi […] sono superiori ai loro predecessori in termini di accuratezza, generalizzabilità e validità, e potrebbero quindi avere un impatto sostanziale nel mondo reale, migliorando la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari in tutta Europa.

Queste le parole del Professor Emanuele Di Angelantonio dell’Università di Cambridge.

Nel gruppo di ricerca, versante italiano, il Professor Giovanni Veronesi, la Professoressa Licia Iacoviello e il Professor Marco Ferrario del Centro Ricerche EPImediologia e MEDicina preventiva (EPIMED) dell’Università degli Studi dell’Insubria.

[…] Il nostro Paese ha dato un contributo scientificamente rilevante sul tema, iniziato venti anni fa con il Progetto CUORE, e continuato attraverso il costante aggiornamento dei modelli di rischio per renderli più accurati in sotto-popolazioni specifiche, quali i più giovani, le basse classi socio-economiche, e la popolazione lavorativa.

Decisivo dunque il contributo del Centro di Ricerca insubrico, caratterizzato da un elevato profilo internazionale oltre che da un approccio multidisciplinare che nell’analisi della predisposizione al rischio cardiovascolare fa davvero la differenza.

 

Per approfondire
SCORE2 working group and ESC Cardiovascular risk collaboration (2021), SCORE2 risk prediction algorithms: new models to estimate 10-years risk of cardiovalscular disease in Europe, European Heart Journal, ehab 309, https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehab309 

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