Nelle scorse settimane, abbiamo parlato di come alcuni grandi marchi del settore luxury, abbiano deciso di valorizzare i loro prodotti grazie all’adozione della tecnologia blockchain, certificandone così gli standard rigorosi e soprattutto accrescendo la loro aurea di creatori di oggetti senza tempo.

Approfittando dell’interesse crescente nei confronti di questa tecnologia, dalla spinta del textile firmato Made in Italy, dalla sempre più forte impronta sostenibile inseguita dal settore moda, è nato nel 2020 il progetto TRAME. Obiettivo? Aumentare la sostenibilità della filiera tessile tramite una riorganizzazione dei flussi produttivi tra i vari stakeholder, e come anticipato, introducendo la tecnologia blockchain.

Come oramai è noto, la blockchain utilizza tecniche criptografate per registrare e sincronizzare i dati lungo una “catena di blocchi”. Ogni operazione eseguita, di qualunque genere, viene immutabilmente memorizzata da molteplici reti distribuite, garantendone così la completa tracciabilità e la resistenza alla manomissione. Quest’ultima verrebbe infatti registrata cronologicamente assieme a tutte le altre operazioni e verrebbe salvata in uno storico azioni immodificabile.

Il progetto TRAME, TRacciabilità in blockchain per la sostenibilità AMbientale, Energetica ed economica” punta così alla totale trasparenza dei dati per combattere l’insostenibilità del settore tessile su più fronti. La raccolta e il monitoraggio costante di dati puliti potrebbe abbattere scarti di prodotto e consumi energetici negli impianti di produzione, ma anche responsabilizzare le aziende in scelte più socialmente etiche e sostenibili. Blockchain non è solo tracciabilità, ma anche e soprattutto volontà di condivisione e trasparenza.

Il collegamento documentale in blockchain potrà fornire accesso ai dati direttamente agli enti di certificazione, riducendo tempi e costi delle verifiche periodiche. Si valorizzerà al massimo l’appartenenza al Made in Italy, portando valore aggiunto sia ai diversi componenti della filiera – i quali potranno dimostrare qualità ed “italianità” – sia al cliente finale, il quale potrà avere accesso a queste informazioni e calibrare al meglio le sue scelte.

Le quattro aziende lombarde coinvolte in partenariato – Top Digitex, SAIT, Foodchain e Tessitura Uboldi – si aspettano di ottenere un miglioramento sui seguenti fronti:

  • Diminuzione degli scarti di produzione;
  • Diminuzione di costi ed attività destinate alla raccolta di dati;
  • Ottimizzazione della produzione;
  • Miglioramento delle vendite, grazie ad un nuovo posizionamento concorrenziale ed alla crescente attenzione del consumatore ai temi di sostenibilità ed etica sociale.

 

 

Innovazione inserita nell’intero processo sopra descritto, sarà la tokenizzazione del risparmio: i tagli ai consumi come la riduzione degli sprechi, verranno trasformati in crediti virtuali, custoditi e scambiabili su blockchain. Così facendo, si implementerà un sistema di ricompensa per la riduzione dei consumi, nell’ottica di incentivazione proprio di quest’ultima: più un’azienda sarà sostenibile, più avrà incentivi ad esserlo, e di pari passo crescerà il suo valore percepito.

L’ambizioso scopo finale del progetto, è arrivare allo sviluppo di un modello di filiera sostenibile e standardizzabile per l’intero settore tessile. Oltre ai partner, sono stati infatti coinvolti diversi interlocutori esterni – tintorie, enti certificatori, controllo qualità, finissaggi – i quali hanno dimostrato forte interesse ed aspettativa.

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