A Como fashion fa rima con green.  In un contesto in cui la sostenibilità si pone a pilastro dello sviluppo di settore, la città della seta, simbolo del tessile e portavoce del Made in Italy, non può che essere emblema di ricerca e avanguardia tanto nei processi di lavorazione che per peculiarità del prodotto.

Abbiamo già trattato del potenziale creativo del territorio e del recente status di “Città creativa Unesco”, riconoscimento ottenuto anche grazie al comprovato impegno verso l’ambiente. Infatti tra gli obiettivi di Como per i prossimi anni vanno annoverati gli interventi pianificati per qualificare il territorio a Sustainable Fashion District e le azioni di tutela a favore delle risorse, in particolare idriche, del piano Como for green water and textile landscape.

Con la collaborazione di tutte le realtà istituzionali, imprenditoriali e scientifiche c’è la volontà concreta di rendere Como la città della Moda Sostenibile

Costanza Ferrarini, Coordinatrice Progetto Como Città Creativa UNESCO

Upcycling, fibre naturali, lavorazioni ecocompatibili, ottimizzazione delle risorse: nel territorio sono molteplici i progetti green e le imprese che si contraddistinguono per scelte etiche. Percorsi innovativi attuabili da parte delle aziende con l’adozione sempre più incisiva di tecnologie digitali negli impianti produttivi.

Ne è esempio il progetto TRAME, già descritto in un articolo e giunto recentemente a conclusione. Top Digitex, Foodchain, Tessitura Uboldi Luigi e Sait hanno collaborato per introdurre la tecnologia Blockchain nel processo di produzione. Obiettivo: garantire una tracciabilità certificata che permette alle imprese di economizzare i consumi energetici e ai clienti di consultare tutte le informazioni su tessuti e lavorazione in totale trasparenza.

All’insegna della tracciabilità e sostenibilità di trattamenti e materiali anche per la Tintoria e Stamperia Lambrugo, che ha presentato il proprio percorso di efficientamento durante la 57° edizione di Filo, rassegna internazionale di filati e fibre svoltosi a Milano lo scorso febbraio. L’azienda, che vantava già il conseguimento di diverse certificazioni di ecosostenibilità, ora è in grado di recuperare calore dai processi di tintura e finissaggio e ridurre l’impatto della fase di stampa impiegando inchiostri green messi a punto con Aleph, altra realtà comasca.

Puntando il focus su materie prime e prodotti, recentemente il gruppo Ratti di Guanzate, già da tempo orientato a politiche di riciclo e riduzione dei consumi, ha reso noto il progetto By Nature: una cartella di 15 colorazioni di origine naturale derivate da fonti rinnovabili e totalmente biodegradabili. Ratti è inoltre uno dei firmatari di The Fashion Pact, coalizione di imprese fashion che pone tra i propri eco-obiettivi l’arresto di emissioni di carbonio, la tutela di risorse naturali e biodiversità, l’eliminazione della plastica nella produzione.

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